Piano telematico della Regione Marche

di Stefano Pierini

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La Regione Marche ha avviato un Piano Telematico Regionale per lo sviluppo della banda larga ed il superamento del digital divide. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta

Il Piano Telematico Regionale è stato approvato dal Consiglio Regionale il 15 luglio (pubblicato sul Bur n. 71 del 31/07/2008) e pertanto, formalmente, è operativo. Come riportato il 27 febbraio scorso, la Giunta Regionale aveva approvato “l’Accordo di Programma” con annesso allegato tecnico, firmato dal Presidente Regionale Spacca e dall’allora ministro delle Comunicazioni on.le Paolo Gentiloni. Ma bisognava attendere l’ultimo atto, quello dell’Assemblea Regionale. A dire il vero ci sono ancora alcuni dettagli per ciò che riguarda l’Accordo di programma, ma non dovrebbero esserci ostacoli insormontabili, essendo condivise anche a livello nazionale le linee di programmazione proposte.

Il contesto politico

Gli scenari politici che hanno fatto da sfondo alla realizzazione del Piano sono stati: il documento della Commissione “i-2010 – la società dell’informazione e i media al servizio della crescita e dell’occupazione” e il documento Strategico Preliminare Nazionale “Continuità, discontinuità, priorità per la politica regionale 2007-13” che entrambi sottolineano come la connessione a banda larga rappresenti lo strumento privilegiato per lo sviluppo dell’ICT e di servizi applicativi avanzati. Il documento si è avvalso anche come supporto, delle linee guida, emanate nel luglio 2007 dal Comitato Interministeriale per la diffusione della Banda larga che individuano una metodologia operativa per le regioni, onde avere un approccio e un’analisi della problematica il più possibile omogenea sul territorio nazionale, per affrontare il problema del digital divide in concerto con le politiche del territorio.

La metodologia

A fronte di questi input sovra regionali, l’amministrazione aveva già effettuato un accordo siglato nel 2006 con le Associazioni delle Autonomie locali (ANCI, UPI, UNCEM Marche) quale modello di concertazione per analizzare i fabbisogni locali e per sviluppare una strategia unitaria. Da quel protocollo di intesa sono nati 2 gruppi di lavoro:

  • una direzione strategica (con rappresentanze della Regione, Province, Comuni e Comunità Montane);
  • una cabina di regia (supporto tecnico della direzione strategica).

Gli obiettivi generali

Le azioni congiunte fra Regione ed Enti locali dovranno raggiungere i seguenti obiettivi:

  • sviluppare la banda larga, analizzando le priorità territoriali e diversificando i servizi fra PA, cittadini e imprese per ottenere crescita economica, professionale e qualità dei servizi con attenzione ai loro costi;
  • fare dell’e-governement un approccio culturale e metodologico applicabile e sostenibile soprattutto nei centri minori;
  • favorire la realizzazione di Centri Servizi Territoriali e favorire la loro aggregazione.