Qualità: Competitività e Certificazione

di Fabrizia Ventura

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La nuova "stagione" della certificazione a tutto vantaggio degli organismi di certificazione, ma anche delle imprese

Nel fare impresa “oggi” il controllo e la gestione dei processi, la prevenzione e il controllo dei rischi, la sostenibilità ambientale delle attività rappresentano aspetti di importanza sempre più rilevante per la natura stessa del business e per la capacità di un’impresa di sopravvivere in un mercato globale.

Per affiancare le imprese in questo compito, il sistema internazionale della normazione ha sviluppato standard volontari relativi ai sistemi di gestione (Iso 9000, Iso 14000, Ohsas 18001), che vengono certificati e sottoposti alla verifica periodica da parte degli enti di certificazione che sono soggetti privati che vengono opportunamente accreditati dagli organismi a tale scopo preposti.

Il sistema di certificazione è quindi un sistema piuttosto articolato dove assistiamo alla compartecipazione di una serie di soggetti che vanno dagli enti di normazione nazionali ed internazionali (che emettono le norme a fronte delle quali si effettua la certificazione), agli enti di accreditamento (che garantiscono la correttezza, la professionalità e l’imparzialità degli enti di certificazione) coinvolgendo anche altre parti interessate (associazioni delle aziende private, società, pubblica amministrazione) che prendono parte alla vita e alla operatività dell’ente di certificazione, essendo rappresentati nei comitati che sovraintendono il processo di certificazione.

Il sistema opera in base a regole e procedure codificate a livello internazionale: questo è un aspetto determinante per il riconoscimento delle certificazioni nei diversi paesi ed è di notevole utilità per le aziende certificate e per la loro penetrazione nei mercati esteri.

La diffusione della certificazione dei sistemi di gestione nel mondo può essere considerato un indicatore significativo delle capacità che hanno questi strumenti di accompagnare le imprese nello sviluppo e nella crescita: le stime più recenti indicano che più di 1 milione di organizzazioni nel mondo risultano con il proprio sistema di gestione certificato.

L’Italia rappresenta a sua volta un caso di eccellenza a livello mondiale in questo campo, essendo al secondo posto nel mondo, dopo la Cina, per numero di certificazioni relative ai sistemi di gestione: più di 150.000 organizzazioni certificate nel nostro paese.

Certamente la globalizzazione dei mercati ha avuto un ruolo fondamentale nell’innescare questo processo, spingendo le nostre aziende a migliorarsi da diversi punti di vista per mettersi in condizioni di offrire prodotti e servizi di qualità, eco-sostenibili e realizzati in condizioni di massima sicurezza, igiene e rispetto della salute degli operatori al fine di poter meglio qualificarsi e differenziarsi sul mercato globale.

Ora però si percepisce una ulteriore aspettativa da parte delle imprese italiane certificate che, dopo anni dall’aver conseguito la certificazione, auspicano che il valore della certificazione accresca ulteriormente anche in ambiti diversi da quello specificatamente volontario finora coperto. Dato che le aziende certificate in Italia superano le 150.000 unità, avrebbe senso che la Pubblica Amministrazione considerasse gli esiti delle verifiche ispettive espletate sistematicamente dagli enti di certificazione per quegli aspetti di suo interesse, concentrando la sua attività nei controlli delle aziende non certificate e quindi mai ispezionate o sugli aspetti non verificati e ritenuti significativi.

Questa filosofia di approccio veramente innovativa ha trovato un generale consenso negli ambiti associativi delle imprese e anche in ambito legislativo con la promulgazione della Legge 133/08 art 30.

L’auspicio è di dare finalmente il via ad una nuova “stagione” della certificazione a tutto vantaggio degli organismi di certificazione, ma anche delle imprese e della Pubblica Amministrazione e quindi, usando un’unica espressione, della società in generale.

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