Professionisti con iscrizione d’ufficio in gestione separata INPS

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Vincenzo chiede

Tempo fa venne pubblicato su PMI.it la notizia di un intervento del Governo sulla controversa questione dell’iscrizione d’ufficio alla gestione separata dell’INPS. Il Governo aveva invitato l’istituto previdenziale ad: “annullare le iscrizioni d’ufficio alla gestione separata. In pratica, il Governo si oppose all’operazione Poseidone, con cui l’INPS ha provveduto all’iscrizione d’ufficio, retroattiva. Vorrei sapere quale sia stato l’esito di tale invito, in quanto interpellando sia il Ministero del Lavoro sia l’INPS non rispondono alla domanda.

Barbara Weisz risponde

La norma di riferimento in base alla quale l’INPS procede con l’iscrizione d’ufficio alla gestione separata INPS dei professionisti iscritti agli albi è l’articolo 18, comma 12 del dl 98/2011, che, fornendo un’interpretazione autentica dell’articolo 2, comma 26, legge 335/1995, stabilisce l’obbligo in relazione alle attività non soggette al versamento contributivo gli enti previdenziali privati.

In effetti, ci sono state negli ultimi anni diverse prese di posizione del Governo in merito alle attività ispettive dell’INPS (Poseidone e Poseidone 2) finalizzate ad individuare i contribuenti ritenuti inadempienti così da iscriverli d’ufficio alla propria gestione separata.

Credo che la notizia a cui lei fa riferimento riguardi un’interrogazione parlamentare dell’ex sottosegretario al Welfare, Claudio Durigon, che aveva invitato l’INPS ad annullare le iscrizioni già effettuate. Una successiva interrogazione, nell’ottobre del 2019, aveva visto l’allora nuovo sottosegretario al Lavoro, Stanislao Di Piazza, prendere poi una posizione più morbida, assicurando attenzione verso la vicenda ma sottolineando che gli eventuali contenziosi pendenti vanno definiti in sede appropriata.

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Aggiungo che la questione è controversa anche a livello giurisprudenziale, con sentenze contrastanti. Mi pare però che l’orientamento prevalente che emerge dalle pronunce della Cassazione sia favorevole all’iscrizione d’ufficio. Fra le ultime in questo senso, l’ordinanza 1001 del gennaio 2020 con cui la Suprema Corte ha dato ragione all’INPS.