La crisi del terziario

di Rosanna Marchegiani

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Secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis, in autunno la crisi toccherà anche il settore terziario. Le prospettive non sono rosee e i dati disponibili sembrano confermare, già da oggi, questa tendenza

In autunno la crisi toccherà anche il terziario. È questo quanto afferma Giuseppe De Rita, presidente del Censis, che in un articolo apparso sul Corriere della Sera afferma: «Dopo tante crisi e ristrutturazioni industriali siamo destinati da ottobre in poi a dover gestire la prima crisi terziaria dello sviluppo italiano. E non siamo preparati: non abbiamo aziende e capiaziende coerenti col compito, non abbiamo dialettiche e relazioni sindacali consolidate, non abbiamo incentivi e ammortizzatori adatti o adattabili, non abbiamo neppure un inizio di dibattito d’opinione».

Dunque le prospettive non sono per niente rosee. Già oggi i dati disponibili evidenziano questa tendenza. Secondo l’ISTAT il fatturato del commercio all’ingrosso, nel primo trimestre 2009, ha subito un calo del 14,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Peggiore è la situazione nel settore trasporti: nel trasporto marittimo il calo del fatturato nel primo trimestre 2009 è stato del 14,9% sempre rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, e per il trasporto aereo la diminuzione è stata addirittura del 39,9%.

Meno marcato il calo in altri settori: 6,3% per i servizi postali e le attività di corriere, 3,7% per i servizi di informazione e comunicazione, 2% per cento per il settore delle manutenzioni e riparazioni di autoveicoli. Anche il settore del turismo risente della crisi: i dati del Centro Studi Unioncamere sulla presenze nelle aree turistiche, dimostrano che nel primo trimestre del 2009 i livelli di vendita rimangono all’incirca su quelli del primo trimestre del 2008 (circa il 37% della disponibilità ricettiva), ma meno buona appare, invece, la situazione delle città d’arte e del turismo internazionale.

Come reagire di fronte alla crisi?

Pierangelo Ranieri, segretario generale della Fisacat (Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini Turismo), nel corso del XVII Congresso Nazionale, ha dichiarato: «Pur consapevoli delle difficoltà che vivono questi settori, crediamo che uscire dal tunnel sia possibile. Occorre rilanciare i consumi per quanto riguarda il commercio attraverso una politica dei redditi e destagionalizzare il turismo prevedendo un’offerta che vada oltre la tradizionale stagione estiva e si espanda coinvolgendo anche gli altri mesi dell’anno».

Marco Mancinelli, nel corso della conferenza “Oltre la crisi: aziende e terziario”, tenutasi lo scorso maggio, ha affermato che: «limitarsi ad un prudente atteggiamento attendista non è e non può essere la soluzione ottimale, occorre rilanciare la visibilità della produzione aziendale e del suo valore aggiunto».

Elserino Piol, che dagli anni ’80 si occupa di venture capital, nel suo libro “Per non perdere il futuro. Appunti per l’innovazione e la competitivà dell’Italia”, sostiene che per la ripresa della competitività delle industrie italiane è necessario puntare sull’innovazione. Ma innovare non è solo creare nuovi prodotti o servizi: occorre anche sviluppare i talenti, sviluppare nuove idee, dotarsi di adeguati processi decisionali e operativi.

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