Migliora il Pil italiano secondo l’Ocse

di Emanuele Menietti

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L'Ocse ha da poco rilasciato un nuovo rapporto sulle previsioni del Prodotto interno lordo nei paesi più industrializzati. Per l'Italia, l'istituzione rivede le stime portando il dato da -5,5% a -5,2 punti percentuali

Potrebbe giungere prima del previsto il tanto auspicato rilancio dell’economia. A rivelarlo è l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), che ha da poco rivisto le proprie previsioni alla luce degli ultimi sviluppi legati ai mercati finanziari e ai dati sulla produzione in alcuni dei paesi più industrializzati su scala globale. I dati, contenuti nel rapporto Interim Economic Assessment, interessano anche l’Italia e indicano un possibile miglioramento del Pil. 

Per l’anno in corso, l’Ocse prevede [pdf] ora una contrazione del Prodotto interno lordo italiano intorno ai 5,2 punti percentuali. Un dato certamente negativo, ma di qualche decimo migliore rispetto all’outlook globale dello scorso giugno, quando l’istituzione formulò una stima pari a -5,5% per il Pil in Italia. Un miglioramento contenuto, indice comunque di una potenziale fase di recupero secondo gli analisti.

Il dato sull’Italia fornito dall’Ocse si inserisce nella serie di revisioni sulle prestazioni del Prodotto interno lordo dei paesi del G7. Stando ai dati da poco diffusi, infatti, il Pil dell’area presa in considerazione dall’organizzazione parigina subirà una riduzione pari a 3,7 punti percentuali. Una diminuzione sensibile, ma comunque distante dal 4,1% previsto nel precedente rapporto sempre del giugno scorso.

Oltre all’Italia, sono state migliorate le previsioni anche per Giappone, Germania e Canada. Il paese del sol levante passa così dal precedente dato pari a -6,8% a un più incoraggiante -5,6% a testimonianza di una certa ripresa dell’economia nazionale. Dati in sensibile miglioramento anche per la Germania, il cui Pil previsto dall’Ocse passa dai -6,1 punti percentuali di giugno all’attuale -4,8%. Il Canada, infine, registra un lievo miglioramento e passa dunque da -2,6% a -2,5%.

Secondo il recente rapporto dell’Ocse, le cose non miglioreranno invece negli Stati Uniti. La contrazione dell’economia USA è infatti ancora stimata al 2,8%, dato già preso in considerazione all’inizio dell’estate. In controtendenza la Gran Bretagna, destinata a raggiungere quota -4,7% sul fronte del Pil, un dato peggiore dei -4,3 punti percentuali calcolati sempre dall’Ocse alcuni mesi fa. L’economia complessiva della zona Euro è data invece in sensibile recupero rispetto alle proiezioni di giugno (-4,8%) ed è stimata intorno al -3,9%.

«Alla luce delle notizie economiche positive e sulla base di alcuni prossimi indicatori, i modelli previsivi a breve termine Ocse prospettano una ripresa prima di quanto atteso pochi mesi fa. […] Numerosi impedimenti implicano, tuttavia, che il ritmo del recupero dovrebbe rimanere moderato per qualche tempo» si legge nel rapporto da poco rilasciato dall’istituzione parigina.

Il miglioramento dei dati sul Pil in Italia e negli altri paesi industrializzati può dunque indurre a un cauto ottimismo sulle possibilità di una progressiva ripresa dell’economia. Gli analisti dell’Ocse ricordano però come i segnali siano ancora deboli e a macchia di leopardo, condizione che impone ai singoli stati di proseguire nelle politiche messe in campo per sostenere l’economia in questa difficile congiuntura. La domanda di beni e servizi rimane ancora bassa e potrebbe incidere sui dati definitivi legati al Prodotto interno lordo. Per questo motivo, l’Ocse invita i governi a mantenere e promuovere nuovi interventi espansivi ed exit strategy ad hoc per consentire un consolidamento dei conti pubblici e di riflesso del sistema economico nel suo complesso.