Un piano da 19 miliardi per rilanciare Malpensa e Fiumicino

di Emanuele Menietti

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Le società di gestione dei due principali aeroporti italiani hanno lanciato un ambizioso piano di rilancio per aumentare le sinergie e il numero di passeggeri. La spesa prevista è pari a 19 miliardi di Euro entro il 2040

Investimenti per una cifra pari a 19 miliardi di Euro entro il 2040 per potenziare gli aeroporti di Malpensa e Fiumicino e creare nuove sinergie. È questo l’ambizioso obiettivo presentato nella giornata di ieri dalle due società di gestione degli aeroporti, apparentemente intenzionate a scendere dalle barricate dello scontro tutto politico, sulla prevalenza di uno dei due hub, per tornare a collaborare attivamente per il rilancio del traffico aereo interno e internazionale.

Il nuovo piano prevede una prima tranche di investimenti pari a 5 miliardi di Euro da mettere in campo entro il 2020 per iniziare a conferire specifiche identità ai due aeroporti. Malpensa sarà principalmente dedicato alla clientela business, mentre a Fiumicino verrà affidato il compito di potenziare il traffico legato al turismo. Secondo i responsabili della due società di gestione, tale strategia consentirà di far aumentare sensibilmente il numero di voli e di conseguenza le risorse per ripagare le ingenti spese previste per i prossimi dieci anni per la realizzazione delle nuove infrastrutture.

Per il ritorno dell’investimento, le due società fanno principalmente affidamento sul previsto aumento delle tariffe aeroportuali messo a punto in collaborazione con il Ministero dei Trasporti. E proprio nella giornata di ieri, il ministro Altero Matteoli ha confermato di aver dato il via al decreto interministeriale necessario per l’adeguamento delle tariffe. Tale aumento, rapportato al numero di passeggeri serviti dai due aeroporti, sarà ora esaminato e vagliato dal Ministero dell’Economia per il sì definitivo da parte del Governo.

La prima fase dell’aggiornamento dei due hub prevede la realizzazione di alcune opere di adeguamento e l’apertura delle infrastrutture già realizzate o in fase di completamento. Malpensa prevede entro la fine del 2009 la completa messa in opera del nuovo raccordo Sud e l’apertura del nuovo Terminal 1 entro la fine del 2010. La nuova infrastruttura sarà in grado di gestire 30 milioni di passeggeri su base annua e comprende 13 nuovi pontili per l’imbarco sugli aeromobili e ben 18 nuovi gate.

Per Fiumicino, invece, la prima fase prevista da Sea contempla la messa in opera entro il 2011 di un nuovo sistema di gestione dei bagagli per rendere marginali i pesanti disservizi spesso vissuti dai passeggeri, specialmente durante i periodi di punta del traffico aereo. La nuova soluzione consentirà di gestire 12mila bagagli l’ora, una soglia ritenuta più che sufficiente per garantire una migliore efficienza del servizio. Entro il 2012 sarà poi realizzato un nuovo Terminal C con annesso parcheggio multipiano in grado di ospitare oltre 2mila autovetture. Infine, per il 2013 la Sea prevede l’ampliamento dell’attuale Terminal A con 14 pontili di imbarco.

La seconda fase del piano da 19 miliardi contempla per Malpensa la realizzazione di un nuovo Terminal per le compagnie aeree low cost entro la fine del 2011 e la creazione di nuove infrastrutture per le merci. È infatti prevista la realizzazione entro il 2013 di una “Cargo City” dotata di 13 hangar per lo stoccaggio di oltre due milioni di tonnellate di merce su base annua. L’aeroporto dovrebbe infine arricchirsi di una nuova pista, la terza, la cui realizzazione dovrebbe essere completata entro il 2014. Ulteriori piani di sviluppo prevedono un nuovo polo logistico (2017), la realizzazione di un Terminal centrale e sistemi di navette su rotaia per collegare i principali terminal dell’aeroporto.

Fiumicino durante la seconda fase del piano si concentrerà sulle infrastrutture per i passeggeri, implementando una nuova serie di nastri trasportatori attesi da tempi e probabilmente pronti entro il 2013. Nel corso dell’anno seguente, l’aeroporto dovrebbe anche completare la realizzazione di una quarta pista per consentire una migliore gestione del traffico aereo. Altri adeguamenti alle infrastrutture sono previsti entro la fine del 2015 e, salvo cabiamenti di programma, a partire dal 2020 Fiumicino potrebbe far affidamento su un nuovo terminal Nord in grado di gestire 70 milioni di passeggeri all’anno una volta a pieno regime.

«Con un intervento marginale sulle tariffe e una profonda semplificazione degli atti amministrativi, si realizza un volano finanziario che consente agli aeroporti (in condizione anche di sbloccare i loro piani di investimento attraverso un contratto di programma stipulato direttamente con Enac) di investire subito per rispondere immediatamente, con l’impegno preciso che deriva da un contributo di scopo sulle nuove infrastrutture quindi sulla qualità del servizio» ha dichiarato Fabrizio Palenzona, presidente di AdR, a margine della presentazione del nuovo piano di rilancio dei due aeroporti. Il progetto sarà ora esaminato dall’Enac, che avrà il compito di analizzare i piani presentati dalle due società per verificarne impatto e fattibilità.

Secondo Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, i due «sistemi aeroportuali saranno in grado di garantire nei prossimi 10 anni oltre 150mila nuovi posti di lavoro fra occupati diretti, indiretti e indotti». Il responsabile dell’aeroporto di Malpensa ha poi aggiunto: «Elementi indispensabili per l’attuazione dei piani di sviluppo sono: il nuovo modello tariffario, che garantisce certezza nel tempo al processo di generazione dei ricavi e consente la realizzazione degli investimenti necessari; la liberalizzazione dell’accessibilità aerea attraverso gli accordi bilaterali; percorsi accelerati per i processi autorizzativi e infrastrutture di accesso-connettività agli aeroporti».

Il previsto aumento delle tariffe aeroportuali non piace, però, ad alcune compagnie aeree impegnate nel fornire alla propria clientela soluzioni di viaggio a basso costo. Il timore è che tariffe più alte e crisi economica possano influenzare molto negativamente le prestazioni sul mercato di alcune società attive nell’aviazione civile, con conseguenze anche gravi sul fronte occupazionale. Da qui la richiesta di mantenere inalterate le tariffe aeroportuali almeno fino alla fine della crisi e all’effettivo lancio del piano di investimenti previsto da Sea e AdR.