Investimenti “verdi”: quali opportunità?

di Giuseppina Di Martino

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Ambiente, clima, energie rinnovabili. Termini di cui si sente parlare spesso ultimamente. Il motivo? La salvaguardia del Pianeta, sicuramente, ma anche un'ottima possibilità di business

«L’aumento degli investimenti intelligenti nella ricerca rappresenta oggi un’opportunità per sviluppare nuove fonti di crescita, per rendere la nostra economia più rispettosa dell’ambiente e per assicurare la competitività dell’Unione europea dopo la crisi». È quanto ha affermato il Commissario europeo per la scienza e la ricerca Janez Potocnik.

È sempre maggiore, infatti, l’impegno dell’Unione Europea nel combattere i cambiamenti climatici: l’ultima proposta in ordine cronologico è quella di aumentare gli investimenti in tecnologie a bassa emissione di carbonio dagli attuali 8 miliardi all’anno fino ad arrivare a 50 miliardi di euro in più nei prossimi 10 anni.

L’Unione Europea propone, quindi, di triplicare i finanziamenti destinati all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e alla riduzione delle emissioni. Entro il 2020 saranno destinati:

  • 16 miliardi di euro all’industria solare;
  • 6 miliardi al settore eolico;
  • 9 miliardi all’industria delle biomasse e dei rifiuti;
  • 7 miliardi al nucleare;
  • 30 alla progettazione e alla costruzione di 30 centri abitati a alto valore aggiunto eco-urbano.

Cifre esorbitanti se si pensa che non si è ancora usciti dalla recessione! Ma la redditività connessa ad investimenti di questo tipo è sicuramente molto alta. Nonostante la crisi, infatti, il mercato delle tecnologie energetiche pulite sta crescendo in maniera esponenziale e offre prospettive di ingenti guadagni e milioni di nuovi posti di lavoro.

In attesa della Conferenza internazionale sul clima che si terrà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre prossimi, è già certo che in base a quanto stabilito dalla direttiva Ue sul clima e l’energia, l’Italia sarà chiamata entro il 2020 a incrementare dell’11,8% a livello nazionale l’uso delle energie rinnovabili, passando dall’attuale 5,2% al 17% del consumo totale lordo.

Molte regioni italiane si stanno attivando in tal senso e per cogliere le opportunità di questo mercato emergente. Prime fra tutte la Lombardia. E la presentazione del “Piano per una Lombardia sostenibile” ne è la prova. Si tratta di un programma che mira alla creazione, entro il 2015, di 40.000 nuovi posti di lavoro e al raggiungimento del c.d. “obiettivo 20-20-20” dell’Unione Europea:

  • abbattimento del 20% delle emissioni di CO2;
  • 20% dei consumi energetici da fonti rinnovabili e risparmio del 20% dell’energia utilizzata.

Il tutto entro il 2020. Il Piano prevede lo stanziamento di 900 milioni di risorse pubbliche da investire in nuovi progetti che permettano di arrivare ad una cifra di 2,2 miliardi di investimenti. Tra i progetti più significativi:

  • incentivi per nuove forme di mobilità a basso impatto ambientale;
  • rinnovamento del sistema delle infrastrutture e dei trasporti;
  • raggiungimento dell’efficienza energetica delle piccole e medie imprese dell’edilizia;
  • concreta diffusione delle fonti energetiche rinnovabili.

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