Lloyds Banking Group: 23 miliardi di sterline per l’aumento di capitale

di Emanuele Menietti

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Secondo il Sunday Times, Lloyds Banking Group potrebbe procedere presto a un aumento di capitale da 23 miliardi di sterline. Tale soluzione dovrebbe allontanare lo spettro di un ulteriore interventi pubblico

Nel corso dei prossimi giorni, Lloyds Banking Group potrebbe dar vita a un cospicuo aumento di capitale pari a circa 23 miliardi di sterline (circa 25 miliardi di Euro). A rivelarlo è il giornale britannico The Sunday Times, che avrebbe ottenuto tale informazione da alcune fonti interne al celebre gruppo finanziario. La ricapitalizzazione dovrebbe consentire alla società di rimettere in sesto i propri bilanci, ponendo così rimedio agli effetti dannosi provocati dall’acquisizione di HBOS tramite Lloyds TSB.

Salvo cambiamenti di programma, l’avvio dell’aumento di capitale dovrebbe essere annunciato entro la fine della settimana in corso, divenendo una delle più grandi operazioni finanziarie degli ultimi tempi in ambito londinese. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo, la banca potrebbe richiedere ai propri azionisti di sottoscrivere una nuova serie di titoli per circa 12 miliardi di sterline (13 miliardi di Euro circa). A tale cifra si aggiungerebbero poi altri 5 miliardi di sterline (5,4 miliardi di Euro) derivanti dal contributo dell’azionista publico di Lloyds, che detiene il 43% del capitale. L’emissione di nuovi prestiti dovrebbe in seguito fornire la copertura per altri 11 miliardi di sterline (11,9 miliardi di Euro).

Senza una strategia analoga, la banca si sarebbe dovuta affidare nuovamente al governo britannico per un piano pubblico di tutela e salvataggio. Stando a quanto riferito dal Sunday Times, Lloyds «avrebbe dovuto versare circa 260 miliardi di sterline di prodotti finanziari tossici nel Government Asset Protection Scheme (Gaps), un piano concepito per limitare i danni causati dai prestiti divenuti controproducenti. Ciò avrebbe consentito al governo di controllare il 60% della banca, una eventualità avversata dai responsabili dell’istituto di credito».

Oltre ad alcune scelte manageriali opinabili effettuate nel corso degli ultimi anni, per Lloyds i principali problemi connessi alla crisi sono sorti in seguito alla inevitabile e repentina acquisizione di HBOS, salvata dalla bancarotta lo scorso anno, ma rivelatasi una ricca fonte dei cosiddetti titoli tossici. Una condizione che ha rapidamente aggravato lo stato di Lloyds a tal punto da far intravedere un intervento maggiormente consistente da parte del governo britannico.

Il nuovo aumento di capitale da poco messo in cantiere dovrebbe consentire alla società di recuperare ossigeno, allontanando non solo lo spettro di un forte intervento statale, ma anche l’Unione Europea pronta a chiedere la cessione di taluni asset. I contatti con la Commissione Europea sarebbero già stati avviati per consentire a Lloyds di avviare l’iniziativa senza ricevere obiezioni in corso d’opera. Il Tesoro britannico potrebbe pronunciarsi in merito entro una decina di giorni, fornendo contestualmente alcune informazioni sul ruolo di Royal Bank of Scotland nell’operazione. All’iniziativa per l’aumento di capitale di Lloyds dovrebbero partecipare UBS, Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup, HSBC e JP Morgan.

Intanto, dal Financial Times giungono nuove indiscrezioni su un possibile interessamento da parte di Lloyds Banking Group per l’acquisizione di CPA Global, gruppo specializzato nella gestione di servizi legali e brevetti. L’operazione potrebbe avere un valore complessivo intorno ai 400 milioni di sterline (434,6 Euro), ma la società non ha al momento fornito alcuna conferma alle prime indiscrezioni di stampa. Della partita potrebbe far parte anche un secondo offerente, ma probabilmente occorrerà attendere l’inizio di novembre per ottenere qualche informazione ufficiale sulla ventilata acquisizione.

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