L’edizione online del New York Times prepara la versione a pagamento

di Emanuele Menietti

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A partire dal prossimo anno, l'edizione online del New York Times sarà parzialmente a pagamento. La testata metterà a disposizione un numero massimo di articoli gratuiti al mese superato il quale occorrerà pagare

L’indiscrezione circolata insistentemente in Rete nel corso degli ultimi giorni è stata confermata: entro un anno la versione online del New York Times diventerà nuovamente a pagamento. La conferma è giunta direttamente dalla celebre testata statunitense e potrebbe ora indurre altre realtà editoriali a seguire la medesima strategia, abbandonando il modello totalmente gratuito per la fruizione degli articoli adottato finora e basato sui soli ricavi derivanti dall’advertising.

«A partire dal prossimo gennaio 2011, ai visitatori di NYTimes.com sarà concessa la lettura gratuita di un certo numero di articoli su base mensile; per leggerne di più, i lettori dovranno pagare una tariffa per ottenere accesso illimitato. Gli abbonati alla versione stampata del giornale, anche quelli abbonati alla sola edizione della domenica, potranno utilizzare l’intero sito web senza alcun costo aggiuntivo» si legge in un articolo da poco pubblicato nell’edizione online del quotidiano.

Secondo l’editore della testata, la soluzione destinata a entrare in vigore a partire dal 2011 non comporterà particolari disguidi per i milioni di lettori occasionali della versione digitale del New York Times, ma al tempo stesso consentirà alla società di ottenere un maggiore ritorno economico per sostenere le proprie attività editoriali grazie ai lettori affezionati. Per ora, precisano i responsabili della testata, l’editore ha deciso di ricorrere nuovamente a una formula a pagamento per l’accesso agli articoli, ma numerosi dettagli dovranno essere ancora decisi nel corso dei prossimi mesi.

Al momento, infatti, non è dato sapere quale sarà il numero massimo di articoli gratuiti messi a disposizione su base mensile dal giornale prima di incorrere nella richiesta di un pagamento. Un altro fondamentale punto da risolvere è legato al prezzo che il quotidiano richiederà ai lettori per accedere agli articoli oltre la soglia per la fruizione gratuita. Dalla scelta di questi due parametri dipenderanno il futuro dell’iniziativa e la possibilità per il New York Times di non perdere parte del proprio bacino di utenti alla ricerca di informazioni gratuite.

Stando alle prime informazioni, tutti i lettori avranno la possibilità di accedere alla homepage di NYTimes.com e gli articoli della testata continueranno a essere presenti sui principali aggregatori di news, come gli spazi gestiti da Google, Yahoo e Bing. Il modello che il giornale intende adottare è dunque simile ai sistemi già messi in campo da alcuni grandi protagonisti dell’informazione come il Wall Street Journal e il Financial Times, che offrono ai lettori la possibilità di accedere a un numero limitato di articoli in un dato periodo di tempo prima di richiedere il pagamento per la lettura dei restanti contenuti. La soluzione che si prospetta all’orizzonte per l’edizione online del New York Times sembra essere il frutto di una mediazione tra le istanze degli utenti interessati alle sole fonti di informazione gratuite e i lettori disposti a pagare una piccola cifra per ottenere maggiori notizie e approfondimenti dalla propria testata preferita.

Il giornale statunitense aveva del resto sperimentato alcuni modelli a pagamento già in passato. Negli anni Novanta del secolo scorso, per esempio, l’edizione online del New York Times era a pagamento per i lettori al di fuori degli Stati Uniti, mentre tra il 2005 e il 2007 l’editore sperimentò la soluzione TimeSelect per offrire gli editoriali e alcune tipologie di articoli solo in abbonamento. Esperienze rivelatesi poco redditizie e rapidamente portate a termine, anche a causa dell’agguerrita concorrenza dei produttori di news gratuite.

«Questo annuncio ci permette di avviare il duro processo destinato a fornire una risposta alle tante istanze cui teniamo di più. Non possiamo fare una cosa giusta a metà o giusta per tre quarti. Dobbiamo farla da subito molto, molto giusta» ha dichiarato Arthur Sulzberger Jr., primo responsabile della testata e di Times Company, senza nascondere le incertezze e i dubbi ancora sul tappeto che richiederanno una attenta analisi prima di giungere alla strategia commerciale definitiva per NYTimes.com.

Con la nuova soluzione a pagamento, il New York Times mira a compensare il progressivo declino degli introiti derivanti dagli annunci pubblicitari sul proprio spazio online. Nel corso dei prossimi mesi il giornale potrebbe comunque decidere di modificare la strategia commerciale da poco annunciata. Grazie ai lettori di ebook e ad altri temrinali mobili, come l’atteso tablet Apple, per il quotidiano potrebbero aprirsi nuove importanti fonti di guadagno in grado di cambiare gli attuali assetti. Il comparto editoriale è in fermento e il 2010 potrebbe riservare numerose sorprese.

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