Abi e borsa, accordo per le quotazioni

di Barbara Weisz

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L'associazione banche italiane e Piazza Affari mettono a punto specifiche iniziative per promuovere il collocamento delle azione sul mercato. Particolare attenzione alle piccole e medie imprese

«Un concreto aiuto alle imprese per valutare la quotazione in Borsa quale strumento ulteriore per cogliere le opportunità della ripresa». Così Massimo Capuano, amministratore delegato di Borsa Italiana, definisce l’accordo che Piazza Affari ha firmato con Abi, l’Associazione Banche Italiane, per promuovere l’ingresso sul mercato delle società, sviluppare l’attività degli intermediari, far crescere l’industria degli investitori istituzionali in titoli azionari.

Un’intesa, ha aggiunto il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini, che «amplia le opportunità di raccolta di risorse finanziarie per le imprese e segna un ulteriore tassello nel rapporto banca-impresa».

I punti principali dell’accordo sono quattro. La disponibilità, da parte delle banche, di linee di credito specifiche per le aziende neo quotate che abbiano raccolto in sede di Ipo capitale di rischio prevalentemente tramite offerte pubbliche di sottoscrizione. La creazione di fondi specializzati nell’investimento in società di piccole e medie dimensioni, da stimolare attraverso un’apposita normativa, e un maggior coinvolgimento delle banche nel collocamento di queste società, sia in termini di sottoscrizione sia di sostegno alla liquidità dei titoli.

E ancora, un’opera di sensibilizzazione da parte del sistema bancario, nei confronti delle stesse pmi sull’opportunità della quotazione come forma di finanziamento complementare e sinergica al finanziamento bancario. Infine, si prevede di organizzare, anche utilizzando le Commissioni Regionali Abi, specifiche attività informative rivolte alle banche e alla lora clientela sui mercati gestiti da Borsa Italiana.

Come si vede, è un’iniziative rivolta a tutti ma che si preoccupa particolarmente di raggiungere le piccole e medie imprese. Lo sottolinea Capuano, che definisce l’accordo «fondamentale per lo sviluppo di fondi che investano nelle pmi, creando così un ambiente di mercato più favorevole sia agli emittenti sia agli investitori».

Sabatini aggiunge che questa intesa costituisce «un elemento di continuità con l’iniziativa di recente promossa dal Governo per la patrimonializzazione delle imprese, ossia la costituzione del fondo che investe nel capitale di PMI. L’apertura al mercato delle PMI su cui il fondo investirà rappresenta il naturale successivo passo per l’impresa, con l’entrata di nuovi investitori diffusi nel capitale».

L’offerta di Piazza Affari per le società di piccole e medie dimensioni è articolata. Sul Mercato Telematico Azionario ci sono diversi indici dedicati a queste aziende, il Ftse Italia Mid Cap, il Ftse Italia Small Cap e il Ftse Italia Micro Cap e c’è un segmento, lo Star, che si rivolge alle aziende medie, con capitalizzazione compresa fra i 40 milioni e un miliardo di euro e particolari requisiti di eccellenza. Infine, c’è un mercato apposito, l’Aim Italia, nato in seguito all’integrazione con il London Stock Exchange Group, dedicato alle pmi, che è un Mtf, multilateral trading facility, cioè regolamentato dalla stessa Borsa.

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