Zuckerberg: per quotare Facebook in Borsa non c’è fretta

di Emanuele Menietti

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Facebook approderà prima o poi in Borsa, ma al momento non vi sono particolari premure. Secondo il CEO Zuckerberg, il grande passo sul mercato andrà ponderato con cautela per non rovinare gli attuali assetti

Una Offerta pubblica iniziale (IPO) per Facebook è nei piani della società da tempo, ma non vi è alcuna fretta per realizzarla. Non sembra avere molti dubbi in proposito Mark Zuckerberg, il CEO del celebre spazio online, interrogato sulla possibilità di quotare in Borsa il proprio social network. Una eventualità ventilata ormai da mesi, ma apparentemente ancora lontana dal divenire realtà per non turbare gli attuali equilibri e consentire alla società di continuare a crescere in attesa del momento migliore per compiere il grande passo sui mercati finanziari.

«Prima o poi avvieremo un’offerta pubblica perché ciò costituisce una condizione del contratto che abbiamo con i nostri investitori e impiegati. Non abbiamo però alcuna fretta» ha precisato nel corso dell’intervista Zuckerberg, sottolineando l’importanza di procedere con tutte le cautele del caso per modificare gli assetti raggiunti e mettere a disposizione i propri pacchetti azionari sul mercato. Il primo responsabile del social network ha poi aggiunto: «Se non hai bisogno di un dato capitale, allora le pressioni sono diverse e le motivazioni per avviare un’offerta pubblica assumono un peso differente».

Secondo Zuckerberg, l’attuale assetto consente un maggiore livello di controllo sulla società, utile per sperimentare nuove soluzioni e per assumere rapidamente le nuove decisioni. L’apertura al mercato potrebbe modificare tale impostazione, penalizzando almeno all’inizio la malleabilità del social network e dello stesso lavoro dei responsabili di Facebook: «La mia società è sicuramente impostata in un modo tale da consentire a me e agli altri fondatori di esercitare un forte controllo».

La possibilità di avere le redini della società saldamente in mano sembra essere condivisa dagli attuali investitori. Chi ha contribuito al finanziamento del social network ha ormai compreso i vantaggi di una gestione diretta, priva di eccessive mediazioni. I risultati ottenuti, con oltre 400 milioni di iscritti e un crescente volume di traffico, confermano del resto tale impostazione di business, sulla quale pochi investitori hanno al momento qualcosa da ridire.

«Non ho idea di che cosa metteremo in campo da qui a cinque anni. Non so nemmeno che cosa faremo da qui a tre anni» ha concluso Zuckerberg, ricordando come la storia di Facebook online e in Borsa sia ancora tutta da scrivere. Nonostante le cautele del CEO, secondo numerosi analisti la società potrebbe essere pronta per il grande salto nel corso del 2011, mettendo in campo una capitalizzazione tra i 35 e i 40 miliardi di dollari. La stima è basata sulle attuali proiezioni legate agli introiti di Facebook, che dovrebbero aggirarsi intorno al miliardo di dollari per l’anno in corso.

Secondo Lou Kerner, analista per Merril Lynch e Goldman Sachs, Facebook potrebbe valere 59 miliardi di dollari nel 2011 e raggiungere la considerevole cifra pari a 100 miliardi di dollari nel corso del 2015. Una previsione probabilmente in eccesso, ma che testimonia le grandi potenzialità che la società potrebbe esprimere una volta quotata sui mercati. Salvo cambiamenti di programma, l’anno in corso potrebbe dunque preparare il terreno per il debutto in Borsa nel 2011 del trafficato social network.

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