Piazza Affari, Jerusalmi è il nuovo ad

di Barbara Weisz

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Prende il posto di Massimo Capuano, che ha lasciato dopo 12 anni. Negli ambienti finanziari è partito il tam tam di ipotesi sulla futura destinazione dell'ormai ex numero uno

Un cambio della guardia all’insegna della continuità. Ha usato esattamente questa parola Raffaele Jerusalmi presentandosi ieri come successore di Massimo Capuano alla carica di amministratore delegato di Borsa Italiana. Il manager era fino a ieri responsabile del Capital Markets di Piazza Affari, dove era arrivato nel ’98, nei primi tempi della dirigenza di Capuano. E la sua non è un’eredità semplicissima da raccogliere.

L’ormai ex ad è stato il numero uno per 12 anni, per la precisione dal 1997, e ha traghettato il mercato finanziario italiano nel terzo millennio. Due i momenti fondamentali della sua gestione: la privatizzazione e l’alleanza con il London Stock Exchange. Come si vede, due pietre miliari nella storia di Palazzo Mezzanotte, obiettivi che Capuano ha perseguito dopo averli fortemente voluti. Piazza Affari durante la sua gestione è fortemente cresciuta, in termini di capitalizzazione, aziende quotate, mercati. E poi si è integrata con la principale piazza finanziaria d’Europa.

Un traguardo recente, quest’ultimo, raggiunto nel 2007, dopo che Borsa Italiana aveva giocato un ruolo sempre da protagonista nel risiko delle borse europee, provando anche altre soluzioni, come quella della cosiddetta iX, l’alleanza con Londra e Francoforte, nel 2000, o la piu’ recente trattativa con Euronext. Alla fine, ha vinto il London Stock Exchange Group, che era di fatto sempre stato l’obiettivo principale di Capuano.

Il quale, dopo 12 anni, ha rassegnato le dimissioni. «Era terminato un ciclo», si è limitato a dire, una «decisone di comune accordo» con i vertici del Lse, «senza contrasti». Ora, come sempre avviene in questi casi, si sprecano le voci su quale sara’ la sua nuova destinazione. Fra le altre, si è parlato dei vertici della Consob, al posto di Lamberto Cardia il cui incarico termina nel prossimo giugno. «Non ci sono assolutamente commenti da fare», ha tagliato corto Capuano.

Il manager ci ha invece tenuto a sottolineare la soddisfazione per aver guidato il mercato milanese per 12 anni, e si è dichiarato «lieto di lasciare la responsabilità della prossima fase di sviluppo di Borsa Italiana a Raffaele Jerusalmi che ha guadagnato la mia fiducia e la mia stima in tutti questi anni e che, sono certo, saprà guidare abilmente Borsa Italiana».

L’avvicendamento, ufficiliazzato ieri, è diventato immediatamente operativo, visto che le dimissioni di Capuano (anche dal consiglio di amministrazione del Lseg) hanno effetto dallo scorso 31 marzo, giorno della chiusura dell’anno fiscale.

Il manager resterà però nel board di Borsa Italiana per i prossimi quattro mesi per assicurare una transizione graduale. Per lui, ha avuto parole di elogio il numero uno del Lse, Xavier Rolet. «Conosco Massimo da molti anni – ha detto -, prima come investitore nelle società quotate italiane poi come collega. Gli investitori e tutto il mercato finanziario gli riconoscono il merito di aver sviluppato Borsa Italiana dagli anni 90 fino a diventare un mercato efficiente e riconosciuto a livello internazionale».

In realtà nei mesi scorsi non erano mancate voci di contrasti fra i due top manager, dopo che l’anno scorso Rolet aveva sostituito Clara Furse, di cui Capuano era vice. Voci smentite da entrambi. E ora, è il turno di Jerusalmi, il quale si è definito «onorato» per l’incarico, ha sottolineato il «privilegio» di aver lavorato «sotto la guida di Massimo Capuano» e, per il futuro ha parlato dell’opportunità «di partecipare e beneficiare dei trend globali di investimento e di sviluppo dei mercati». Prima di entrare in Borsa, nel ’98, aveva maturato significative esperienze in Credit Suisse First Boston.

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