Benzina, nuovi rialzi. E in Europa…

di Barbara Weisz

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L'Italia è fra i paesi europei in cui la benzina, e il diesel sono più cari. Molto oneroso anche il gasolio da riscaldamento. E maglia nera per il prezzo dell'elettricità, alle famiglie e all'industria. Intanto, continua il caro-benzina

Notizie non propriamente ottime per gli automobilisti italiani. In Italia, la benzina è fra le più care d’Europa. Lo si rileva dai dati del portale dell’energia dell’Unione Europea. Nel frattempo, continuano i rincari.

Oggi si sono mosse Agip, Api-Ip e, solo per il gasolio, Tamoil. Agip ha alzato di 1,4 centesimi al litro la benzina, che costa quindi 1,422 euro al litro, e di 1,7 centesimi il diesel, portandolo a 1,252. Api-Ip ha deciso un aumento di 1,6 centesimi sulla verde, che quindi si porta a 1,424 euro al litro, e di 1,9 centesimi sul gasolio, a 1,254 euro al litro. Tamoil ha ritoccato di 0,5 centesimi il diesel, portandolo a 1,254 euro al litro. Restano comunque più alti i prezzi di Q8, Shell e Total, con la benzina e 1,424 e il diesel a 1,254.

Da registrare, proprio oggi, un intervento del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, il quale ha sottolineato che il Governo sta «lavorando a una riforma che deve partire dalla trasparenza», e ha parlato, più nell’immediato, dell’idea di sterilizzare l’Iva. Secondo Saglia, per allineare i prezzi italiani a quelli europei ci vorranno circa tre anni, lavorando soprattutto sull’organizzazione della rete.

Ma vediamo la classifica dei 27 paesi europei. I prezzi si riferiscono all’8 marzo scorso, con un costo della benzina in Italia calcolato a 1,35 euro al litro di media. Più alti solo l’Olanda, 1,53, la Danimarca e la Grecia, a 1,43, la Finlandia e la Germania, a 1,36. Ma se si guardano i prezzi al netto delle tasse, la Penisola con i suoi 0,56 euro al litro è la seconda più cara, dietro solo alla Danimarca, a quota 0,57.

Passiamo al diesel. Prezzo medio, sempre a inizio marzo, a quota 1,18. Più care solo la Gran Bretagna, 1,30, la Grecia, con 1,25 euro al litro, la Svezia, 1,21. Tutti gli altri paesi hanno tariffe più basse. Di poco più economiche la Danimarca, 1,17 euro al litro, l’Olanda, l’Irlanda e la Repubblica Ceca, 1,16. Qualche altro dato: Belgio e Portogallo sono a quota 1,11, l’Austria a 1,04, la Spagna a 1,02.

C’è un gruppetto, formato da Bulgaria, Cipro, Lituania, Lussemburgo, Malta e Romania, dove il gasolio costa meno di un euro. Anche qui si tratta di prezzi comprensivi di tasse, escludendo le quali l’Italia con 0,56 euro al litro diventa insieme al Portogallo il paese più caro dopo la Grecia, a quota 0,59. Seguono Danimarca, 0,55, Spagna, 0,54 (dove quindi l’imposta indiretta pesa molto di meno, vista la minor differenza rispetto alla media fra il prezzo netto e quello lordo).

Germania e Francia sono a 0,50, la Gran Bretagna a 0,46 (qui, viceversa rispetto al paese iberico, le tasse pesano molto). Primato negativo, infine, per l’Italia, insieme all’Ungheria, sul fronte del gasolio da riscaldamento, con 1,14 euro al litro. Seguono la Danimarca, a 1,11 euro, e la Svezia, a 1,08, mentre tutti gli altri fra i 27 paesi dell’Ue sono sotto il dollaro. Al netto delle tasse, i costi sono in tutti i casi compresi fra lo 0,40 dell’Olanda, il prezzo al litro piu’ basso e lo 0,61 dell’Irlanda, il più alto. L’Italia è seconda a 0,55 insieme alla Danimarca.  

Infine, può essere utile una breve panoramica che fotografi più in generale i prezzi dell’energia in Europa. L’Italia risulta fra i paesi più tartassati. Il prezzo dell’elettricità per l’industria è il più alto d’Europa, mentre sono nella media le tariffe del gas (sempre all’industria). Anche le bollette delle famiglie sono fra le più care per l’elettricità, mentre risultano più contenute quelle del gas.

L’Italia, fra i 27 parnters dell’Ue, è fra i paesi che maggiormente contano sulle importanzioni per il proprio fabbisogno energetico (al quinto posto, con una dipendenza dall’export dell’86,8%, contro una media del 53,8%).

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