Cresce la produzione industriale

di Barbara Weisz

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Il dato di febbraio torna positivo per la prima volta dal 2008. Pari a 2,7 la crescita annua, stabilità invece su gennaio. Ma dall'Ocse arriva un segnale di rallentamento della crescita italiana

Notizie macroeconomiche in chiaro-scuro per l’Italia. La produzione industriale, secondo i dati Istat, a febbraio è tornata a crescere per la prima volta dal 2008. Il superindice Ocse, però, segnala per la Penisola, e per la Francia, un trend economico in rallentamento. L’indicatore segna comunque un progresso a febbraio rispetto a gennaio.

Vediamo nel dettaglio tutti questi dati. Innanzitutto, l’Istat e la produzione indutriale. Su base mensile, il dato di febbraio è stabile a +1,9%. Da sottolineare però che in gennaio c’era stata una revisione al ribasso (inizialmente era stato misurato un +2,6%). Ma i numeri che maggiormente inducono all’ottimismo sono quelli tendenziali: rispetto all’analogo mese dello scorso anno la produzione industriale è salita del 2,7%. Non solo è la prima crescita misurata dal luglio del 2008, ma è anche un dato migliore rispetto a quanto alle attese degli analisti, non tanto per la variazione annua quanto per la sostanziale tenuta rispetto a gennaio (il consensus Reuters indicava un calo congiunturale dello 0,5%, e un tendenziale annuo di +2,8%).

A smorzare l’ottimismo c’è però il fatto che il dato di gennaio era stato rivisto. Comunque sia, a trainare la crescita sono i prodotti chimici, +15,7%, la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica, +9,9%, e dei mezzi di trasporto, +9,1%. Da segnalare in particolare il +16,1% degli autoveicoli, il cui indice nei primi mesi del 2010 ha segnato un incremento del 31,3%. In calo l’industria del legno, carta e stampa, -4,7%, l’attività estrattiva, -1,8%.

E veniamo ai dati Ocse. Il superindice che misura l’attività economica dei diversi paesi mostra in febbraio, a livello globale, un leggero progresso rispetto a gennaio, a 106,4 da 106,1 (rivisto al ribasso da un precedente 107,1). Buon risultato per la zona euro, a 104,6 con un aumento di 0,5. Pari a 102,7 l’indice per gli Stati Uniti, in crescita di 0,9 punti, mentre le cinque maggiori economie asiatiche (Cina, India, Indnesia, Giappone e Corea) hanno segnato un leading indicator di 102,8, in rialzo di 0,3 punti.  

Il report dell’organizzazione dei 30 paesi più industrializzati spiega in sintesi che il superindice di febbraio continua a mostrare una fase di espansione dell’attività economica, con un ritmo differente da paese a paese. I segnali più forti di crescita arrivano da Stati Uniti e Giappone (entrambi con un rialzo di 0,9), mentre segnali di rallentamento arrivano da Cina, con l’indicatore invariato nei primi due mesi dell’anno (a 102,8) e, in misura inferiore, da Francia e Italia.

Questo non significa però che il dato di questi due paesi sia negativo. Semplicemente, sono cresciuti di meno rispetto ai mesi precedenti. Il superindice italiano di febbraio è pari a 106,6, con un rialzo di 0,2 punti percentuali su gennaio, quando pero’ la crescita era stato di 0,4 punti su dicembre. A livello assoluto, il dato italiano (106,6) resta il piu’ alto fra quelli presi in esame (seguono Gran Bretagna, 105,4, Francia, 105,2, Germania, 105). Ma, in termini relativi, c’è appunto un rallentamento che fra l’altro prosegue da diversi mesi (in ottobre l’Italia segnava un balzo di un punto, in novembre di 0,8, in dicembre di 0,6, in gennaio di 0,4 e, appunto, in febbraio, ha segnato un +0,2).

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