Italia, disoccupazione sotto la media UE, ma…

di Barbara Weisz

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È più basso di quello europeo anche il numero degli occupati. Tanti giovani senza lavoro, poche donne occupate. Bene la fiducia delle imprese

In Italia nel 2009 la disoccupazione è salita, come era prevedibile vista la crisi, ma a un tasso inferiore al resto d’Europa. È però più basso, rispetto ai partner comunitari, il numero degli occupati, mentre è superiore alla media continentale il tasso di inattività.

È un quadro contrastato quello che emerge dalla rilevazione Istat sulle forze lavoro nel 2009. Emerge un paese che ha tenuto in un periodo difficile, anche grazie agli ammortizzatori sociali, ma con un mondo del lavoro che presenta notevoli squilibri, per esempio fra nord e sud. Alta la disoccupazione giovanile, mentre è molto bassa l’occupazione femminile.  

Il tasso di disoccupazione nel 2009 sale al 7,8% dal precedente 6,7%, e questo è il dato maggiormente positivo perchè è decisamente inferiore alla media dei 27 partners dell’Ue, all’8,9%. Ma la “buona notizia” è controbilanciata dal fatto che il tasso di occupazione, sceso al 57,5% (-1,2 punti su base annua), è più basso di quasi sette punti rispetto al 64,6% del resto d’Europa. Non solo: in Italia è molto alto il tasso di inattività, che si calcola rapportando il numero dei senza lavoro, fra i 15 e i 64 anni, a quello della popolazione nell’analoga fascia di età (il tasso di disoccupazione invece è il rapporto fra senza lavoro e occupati): questo indicatore è al 37,6%, in crescita di quasi sei punti sul 2008, e superiore al 28,9% della media Ue.

Notevoli le differenze geografiche: il tasso di dissocupazione più basso si registra in Trentino Alto Adige, 3,2%, seguito dalla Valle d’Aosta, 4,4%, Veneto ed Emilia Romagna, 4,8%, Friuli Venezia Giulia, 5,3%, Lombardia, 5,4%, Liguria, 5,7%, Toscana, 5,8%. Maglia nera, invece, alla Sicilia, 13,9%, seguita da Sardegna, 13,3%, Campania, 12,9%, Puglia, 12,6%, Calabria, 11,3%, Basilicata, 11,2%. Evidente la forbice fra Nord e Sud. La disoccupazione femminile, superiore in tutte le regioni sia a quella maschile che a quella totale, è in media pari al 9,3%, contro il 6,5% di quella maschile.

La disoccupazione è particolarmente alta fra i giovani, 25,4% (in salita dal 21,3% del 2008). Anche qui, notevole gap fra Nord e Sud, con la punta negativa in Sardegna, 44,7%, seguita da Sicilia, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, tutte sopra il 30%. Da sottolineare il dato del Lazio, al 30,6%, unica regione del centro Italia sopra il 30%. Le donne sono svantaggiate anche in questa classifica che riguarda le persone fra i 15 e i 24 anni: tasso di disoccupazione al 28,7% (maschi al 23,3%).

Analizzando invece i dati sugli occupati, la stima più elevata si registra in Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige (68,5%) e Valle d’Aosta (67,0%) mentre quelle più basse sono in Campania (40,8%), Calabria (43,1%) e Sicilia (43,5%). Ci sono regioni in cui l’occupazione femminile è sotto il 30%, come Campania, Calabria e Sicilia, mentre la Puglia è al 30,2%. In queste quattro regioni, si legge nel rapporto Istat, «si stima che la quota delle donne occupate tra i 15 e i 64 anni sia inferiore alla metà di quella dell’Emilia-Romagna».

Un dato positivo arriva intanto dall’Isae, e riguarda la fiducia delle imprese manifatturiere in aprile. L’indice è salito a 85,5 da 84,4 di marzo: è il settimo rialzo consecutivo e porta l’indicatore sui massimi dal giugno 2008. Il valore è di quasi 20 punti superiore rispetto all’aprile di un anno fa.

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