Il Washington Post vende Newsweek

di Barbara Weisz

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Il newsmagazine più prestigioso d'America si separa dall'editore del Watergate. Da due anni è in perdita

Per dare la notizia, dopo aver riunito lo staff del giornale al gran coompleto, nella sala riunioni newyorchese di Newsweek si è presentato l’editore in persona, Donald Graham: il magazine è in vendita. Il gruppo del Washington Post ha deciso di cercare un acquirente per uno dei suoi gioielli più cari, Newsweek, appunto, che perde soldi e richiede eccessivi investimenti.

«È stata una decisione dura, ma è ancora più dura per le persone che lavorano qui», ha dichiarato Graham, per poi aggiungere che spera di vendere in tempi rapidi. Sarà la banca d’affari Allen & Co a cercare gli acquirenti. «Newsweek è una delle pubblicazioni più autorevoli e rispettate al mondo», ha sottolineato Graham, ma le sue perdite negli ultimi due anni “sono da record”. La divisione settimanali del gruppo del Post, di cui il magazine è il “pezzo forte”, l’anno scorso ha perso 29,3 milioni di dollari, dopo il rosso di 16,1 milioni del 2008. E, «malgrado gli sforzi dello staff e del management – ha spiegato Graham – anche nel 2010 ci aspettiamo di perdere ancora molto denaro». Conclusione: si cerca un altro editore.

Le ipotesi, a questo punto, si sprecano. Per esempio, si dice che potrebbero essere interessati all’acquisto gli editori che l’anno scorso avevan manifestato interesse per Business Week, venduto da McGraw Hill a Bloomberg, ovvero Thomson Reuters e Strauss Zelnick. Ma si tratta solo di illazioni. 

Comunque sia, si separano testate che hanno fatto la storia del giornalismo americano e internazionale. Sono passati quasi cinquant’anni da quando, nel 1961, il padre dell’attuale editore, Phil Graham, firmò personalmente un assegno da 2 milioni di dollari come acconto per comprare il magazine dalla Ator Foundation. Lo aveva convinto nientemeno che Benjamin Bradlee, il mitico direttore del Washington Post ai tempi del Watergate. Philip era il marito di Katherine Meyer in Graham, che era l’editore del Post e pubblicò lo scoop. Il padre della signora, Eugene Meyer, è l’uomo che acquisto il Post nel 1933 salvandolo dalla bancarotta.

Ieri Bradlee non si è sottratto a un commento: «È stato un grande magazine. È un grande magazine», ma «nessuno può obbligarti a tenere un giornale che costa un occhio della testa. Capisco perchè Don lo ha messo sul mercato».

Newsweek, fondato nel 1933, tradizionalmente si contende con il Times lo scettro di rivista più prestigiosa d’America. Ha una grande vocazione internazionale, con quattro edizioni in inglese e sette in altre lingue, come giapponese, coreano, polacco, russo, spagnolo, arabo e turco. Ha uno staff di circa 150 persone, ridimensionato negli ultimi anni che hanno visto il giornale perdere progressivamente quota, risentendo in particolare della concorrenza di Internet.

Nel 2003 vendeva circa quattro milioni di copie, di cui 2,7 negli usa, oggi arriva a circa un milione. L’anno scorso l’editore ha effettuato un restyling, accentuando il posizionamento del giornale verso un target di fascia alta, per contrastare meglio la concorrenza di avversari che si rivolgono a un pubblico elitario, come il New Yorker o l’Economist.

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