FMI: l’Italia cresce poco ma è virtuosa sui conti

di Barbara Weisz

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Secondo il rapporto del FMI la ripresa nella Penisola è più lenta della media europea, ma il deficit è fra i più bassi. Focus sulla competitività

In Europa è in corso una “ripresa moderata e irregolare“. Per l’Italia si prevede una crescita mediamente più lenta rispetto a quella di altre economie europee, come Francia e Germania. La Penisola ha in sostanza un problema di competitività, ma una nota positiva arriva sul fronte dei conti pubblici, con un deficit pil considerato fra i piu’ virtuosi del Vecchio Continente. Sono i punti principali del rapporto di maggio del Fondo Monetario Internazionale sull’Europa.

Il PIL di Eurolandia è visto all’1% quest’anno e all’1,5% per il 2011. Cresceranno piu’ della media Francia, rispettivamente 1,5 e 1,8%, e Germnia, 1,2 e 1,7%, ma anche Austria, Belgio, Finladia, Olanda. L’Italia conferma il tasso già previsto nel mese scorso, con uno 0,8% nel 2010 e una ripresa piu’ sostenuta, all’1,2%, l’anno prossimo. Decrescita per la Grecia sia quest’anno, -2%, che il prossimo, -1,1%, mentre l’Irlanda e la Spagna hanno ancora segni negativi per il 2010 ma trneranno in salita nel 2011.

Fra i paesi Ue che non fanno parte dell’unione monetaria, le economie avanzate come Gran Bretagna, Danimarca, Svezia e Repubblica Ceca sono tutte sopra l’1% quest’anno (con una punta all’1,7% per la Repubblica Ceca) e con l’unica eccezione della Danimarca, 1,6%, intorno al 2,5% l’anno prossimo.

Le economie emergenti dell’Unione Europea cresceranno in media dell’1,4% quest’anno e del 3,5% l’anno prossimo. Fra queste ultime, spicca la Polonia, con un +2,7% quest’anno e un +3,2% nel 2011. Piu’ sostenuti i numeri della Russia, che pero’ dopo il 4%  stimato per quest’anno scenderà al 3,3% nel 2011. Simile il trend della Turchia, con il 5,2% del 2010 che si limiterà al 3,4% l’anno prossimo. Si tratta di economie che quest’anno accelerano dopo la recessione del 2009 per poi stabilizzarsi.

L’inflazione in Eurolandia sarà all’1,1% quest’anno e all’1,3% nel 2011, fra i 27 partners dell’Ue all’1,5% in entrambi gli anni. In Italia i prezzi al consumo saliranno dell’1,4% quest’anno e dell’1,7% l’anno prossimo. Particolarmente alta l’inflazione in Gran Bretagna e in Svezia, entrambe sopra il 2% nell’anno in corso. Fuori dai 27, la Russia vedrà i prezzi salire del 7% quest’anno e del 5,7% l’anno prossimo, con una dinamica che pur restando sostenuta evidenzia un raffreddamento rispetto agli anni scorsi (sopra l’11% nel 2009, sopra il 14% nel 2008).

E veniamo ai conti pubblici. Con un deficit al 5,2% del pil, l’Italia si posiziona fra i paesi piu’ virtuosi d’Europa. La media dei partners della moneta unica è del 6,8% mentre il deficit dei 27 paesi Ue è al 7,4% del pil. Vantano un disavanzo piu’ basso del nostro solo Belgio, Lussemburgo, Austria, Finlandia e Malta. La Germania è al 5,7%, la Francia all’8,2%, la Gran Bretgna all’11,4%.

Cambia il discorso guardando il deficit della bilancia commerciale, al 2,8% del pil in Italia contro una media dello 0,3% nell’area della moneta unica e dello 0,5% nell’intera Ue. In attivo la Germania, +5,5%, l’Olanda, +5%, la Finlandia e il Belgio.

I tecnici del Fondo sottolineano che un recupero di competività in Italia (ma anche in Spagna e Portogallo), che vedesse la produttività del lavoro in crescita al ritmo delle altre economie europee (come Finlandia e Olanda), si tradurrebbe in un miglioramento della bilancia commerciale di 2 punti o due punti e mezzo sul PIL. 

In generale, il Fondo rileva l’elevato livello di debito pubblico di molti paesi, come la Grecia, che devono procedere al risanamento e sottolinea la necessità di un coordinamento per uscire dalla crisi (sull’onda di quanto avvenuto nell’ultimo week-end con il maxi piano da 750 miliardi, si potrebbe aggiungere).

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