Marea nera, un conto sempre più salato

di Barbara Weisz

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Le agenzie di rating abbassano il giudizio su Bp. Il Ceo Hayward ammette l'impreparazione. Stime dei costi totali, dai 5 ai 37 miliardi di dollari

Prima pagina del Financial Times: British Petroleum non era pronta ad affrontare la perdita del Golfo del Messico.

Parola del Ceo, Tony Hayward: «è indubitabilmente vero che non avevamo gli strumenti che avremo voluto nella nostra cassetta degli attrezzi». Howard ha cercato anche delle attenuanti, per esempio spiegando che l’incidente dello scorso 20 aprile aveva «una possibilità su un milione» di accadere. ma, ammette subito dopo, rischi del genere vanno prevenuti meglio, le probabilitò che si verifichino devono essere ridotte a uno su un miliardo.

La compagnia è alle prese con un disastro da tutti i punti di vista. L’ultima notizia negativa, oggi, è arrivata dalle agenzie di rating, che hanno rivisto al ribasso i giudizi sulla compagnia: Fitch ha portato a “AA”, dal precedente “AA+” i giudizi su lungo terline e senior non garantito, e ha portato a “negative” il watch. Moody’s ha tagliato il giudizio a “AA2”, dal precedente “AA1” e ha messo la società sotto revisione per eventuali futuri downgrade. Nel mirino delle agenzie, i costi che la compagnia dovrà sostenere, per le operazioni di emergenza e per i risarcimenti vari.

Nel Golfo del Messico, dopo il fallimento del tentativo chiamato “top kill”, Bp ci sta riprovando con “cut and tape”. Gli enormi robot subacquei che devono tagliare il braccio flessibile del pozzo hanno ripreso a lavorare. Se riusciranno nell’impresa, verrà poi messo un tappo sulla valvola per aspirare il greggio che fuoriesce.

Intanto sale l’allarme per le coste americane, la marea nera si avvicina anche alla Florida. Per proteggere la Louisiana, Bp ha annunciato che spenderà 360 milioni di dollari, circa 290 mln di euro, per realizzare isole artificiali di sabbia che facciano da argine. La società ha già speso altri 170 milioni per aiutare Louisiana, Alabama, Mississippi e Florida, più 42 milioni per indennizzi individuali e alle imprese. Totale: circa 990 milioni di dollari, oltre 800 milioni di euro.

Ma i costi non si fermano qui. Tony Hayward nei giorni scorsi ha dichiarato che, se le operazioni dovranno proseguire fino ad agosto (come ormai sembra molto probabile), il costo totale sarà intorno ai 3 miliardi di dollari. Ma gli analisti prevedono cifre decisamente più alte, che vanno dai 5,3 miliardi stimati da Dutch Bank Ing ai 37 di Credit Suisse.

Oltre alle operazioni e al pagamento di danni e risarcimenti vari, Bp rischia di pagare un conto di cause giudiziarie: basandosi sui precedenti, i legali ritengono che la compagnia potrebbe pagare fra i mille e i quattromila dollari per ogni barile di greggio finito in mare. Calcolando un quantitativo fra i 12mila e i 19mila barili al giorno, ne deriva una spesa di almeno 81,7 milioni al giorno (che corrispondono a circa 3,6 miliardi per i “primi” 44 giorni).

Come è noto, nei giorni scorsi il presidente americano Barack Obama ha detto senza mezzi termini che la compagnia dovrà rispondere di tutti i danni causati nella regione. Si può concludere con una nota fra il surreale e il divertente:  al vertice dei giorni scorsi dell’Agenzia per la protezione ambientale Usa che sta cercando soluzioni al disastro, insieme a scienziati, ingegneri, oceanografi ed esprti vari, è stato invitato il regista James Cameron. Il quale ha partecipato e si è offerto di aiutare la Bp, che ha gentilmente rifiutato, provocando le ire dell’autore di Titanic e di Avatar. La circostanza ha provocato, fra gli altri, l’ilarità del New York Times (Maureen Dawd ha ironizzato su Obama, il «candidato che camminava sulle acque» che ora è «travolto da una crisi sott’acqua»). Comunque sia, Cameron è veramente un esperto di abissi: per i suoi film ha utilizzato robot e marchingegni subacquei che hanno lavorato a profondità superiori rispetto a quelle del pozzo di Bp. E possiede una “flotta” personale di mini sommergibili, piattaforme da esplorazione e robot marini valutati 400 milioni di dollari.

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