New York, l’Empire simbolo della green America

di Barbara Weisz

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Un progetto da 13 milioni di dollari per rendere il grattacielo eco-friendly entro fine anno, senza allestire nessun impianto ad energia alternativa

350 Fifth Avenue, all’angolo con la 34esima strada. È uno degli indirizzi più famosi del mondo, e pur trattandosi di una grattacielo sta per diventare anche uno dei più “ecologici”. La Malking Properties, ovvero la società che dal 2006 è proprietaria dell’Empire State Building, ha infatti messo a punto un piano, che sarà portato a termine in gran parte entro la fine dell’anno, per far diventare l’edificio più alto di New York un simbolo dell’ecosostenibilità.

Con un investimento da 13 milioni di dollari, il progetto permetterà di tagliare i consumi energetici del 40% ogni anno, con un risparmio sulle bollette pari a quattro milioni che permetterà di rientrare dalle spese iniziali in poco più di tre anni.

Come ha spiegato Anthony Malkin, il presidente della società immobiliare, al Guardian, «non lo stiamo facendo perchè è giusto, ma perchè è conveniente dal punto di vista economico».

I risparmi, è bene ricordarlo, sono notevolissimi anche dal punto di vista ecologico: emissioni ridotte di 100mila tonnellate per i prossimi 15 anni, che è come togliere dalle strade circa 20mila automobili. Se un quinto dei grandi edifici americani facesse la stessa cosa, le emissioni di Co2 sarebbero ridotte di 2,3 miliardi di tonnellate, la quantità annua prodotta dall’intera Russia.

Il piano, elaborato con la Clinton Climate Initiative dell’ex presidente americano, con il Rocky Mountain Institute, e con le società Johnson Controls Ins e Jones Lang Lasalle, prevede una serie di interventi, fra cui: il rifacimento di tutte le 6mila514 finestre del grattacielo, che verranno rinforzate con una pellicola isolante in grado di mantenere la temperatura interna, sia quando c’è il riscaldamento sia in presenza dell’aria condizionata, un sistema di aerazione a basso consumo, un sistema che ottimizza l’utilizzo dell’illuminazione, negli uffici e negli spazi pubblici, uno spazio web per ognuna delle società che hanno gli uffici nell’Empire State che monitora i consumi e offre consigli su come renderli efficienti.

Insomma, per dirla con lo stesso Malkin: «abbiamo dimostrato cosa è possibile fare senza installare un solo pannello solare, o turbina eolica, o impianto geotermico». Una direzione, che «tutti dovrebbero intraprendere il più velocemente possibile». Anche perchè, se «non riduciamo i nostri consumi energetici, perdiamo denaro e competitività nei confronti di Cina, India, Brasile, e delle altre economie emergenti».

I lavori sono già iniziati e termineranno entro fine anno (ci sono altre migliorie in corso, che non riguardano strettamente l’aspetto ambientale, e che proseguiranno fino al 2013). Tutto molto veloce, insomma, come è nello stile di un grattacielo che fu costruito a tempo di record nel ben mezzo della grande depressione: due settimane di progettazione e quindici mesi di costruzione fino all’inaugurazione del primo maggio 1931.

Un simbolo della forza e della capacità di reazione degli Stati Uniti, celebrato in innumerevoli film, che ancora non tramonta, e anzi si rinnova.

Chi passasse da New York, può concedersi una visita per conoscere nel dettaglio il “green project” in corso: al visitor center del secondo piano è stata allestita una mostra interattiva tutta dedicata al progetto di sostenibilità e in genere alla sensibilizzazione nei confronti del risparmio energetico.

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