Congedo parentale, due settimane per i papà

di Barbara Weisz

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Lo prevede la legge approvata dal Parlamento Europeo, che ora passa al vaglio degli Stati. Per le donne, 20 settimane al 100% dello stipendio

I rappresentanti italiani al Parlamento Europeo hanno votato tutti, trasversalmente, a favore. Le resistenze, fra gli altri deputati di Strasburgo, però ci sono state visto che le nuove regole sul congedo parentale sono passate con 390 voti a favore, 192 contrari e 59 astensioni. Due le principali misure: per le mamme, diritto a stare a casa per un periodo di 20 settimane (cinque mesi) con il 100% dello stipendio. E anche ai padri il diritto di prendere un congedo interamente remunerato per un periodo di due settimane.

La legge, approvata ieri dall’Aula di Strasburgo, deve ora passare al vaglio degli stati membri, e si preannuncia un cammino non facile viste le contrarietà già emerse in sede di dibattito parlamentare. Comunque sia, quando avrà anche il via libera del Consiglio, andrà recepita. Si tratta di una normativa che fissa i diritti minimi, nel senso che tutti i paesi sarebbero liberi di applicare leggi migliorative rispetto a quella europea, ma non peggiorative.

 

Come detto, per le donne si prevede un periodo minimo di maternità pari a 20 settimane, e questo per l’Italia è un diritto già acquisito. Per l’Europa invece è un passo avanti rispetto alle attuali 14 settimane, e la normativa approvata in Parlamento è migliorativa anche rispetto alla proposta della Commissione, che di settimane ne prevedeva 18.

La retribuzione al 100% per l’intero periodo dei cinque mesi è invece rilevante anche per la Penisola, essendo attualmente prevista da molti contratti ma non da tutti (ci sono casi in cui la copertura è all’80%). Anche qui, l’assemblea legislativa ha potenziato la proposta dell’organo esecutivo, che concedeva solo le prime sei settimane al 100% della retribuzione.

Per il nostro paese la novità più rilevante è quella relativa al congedo per i papà, già previsto in varie forme da 19 stati membri ma non dall’Italia (dove c’è una legge in discussione che però non prevede le due settimane). Fra l’altro, secondo il testo di Strasburgo il papà non deve necessariamente essere anche coniuge (il diritto al congedo riguarda il padre naturale anche se il rapporto con la madre non è formalizzato dal matrimonio).  

Infine, il testo prevede una serie di tutele per la donna che va in maternità, con il divieto di licenziarla fino al sesto mese dopo la fine del congedo, e il diritto a tornare al lavoro con mansioni, retribuzione, categoria professionale e responsabilità uguali a quelle precedenti.

Ora, come detto, inizia la fase di dibattito fra i 27 stati Ue, che prevedibilmente sarà acceso. Germania, Francia e Gran Bretagna esprimono riserve ritenendo le misure eccessivamente onerose per le finanze pubbliche. Il provvedimento è stato difeso con forza dalla relatrice, la portoghese Edite Estrela, la quale in riferimento al congedo per i papà si è definita orgogliosa di aver aperto la strada contro quella che definisce «discriminazione contro gli uomini», mentre sulla questione del peso economico ha dichiarato che «la maternità non può essere vista come un fardello sui sistemi nazionali di sicurezza sociale, ma rappresenta un investimento per il futuro». Secondo la Estrela, il congedo parentale più esteso porta vantaggi riducendo l’assenteismo e favorendo il mantenimento delle donne nel mondo del lavoro.

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