Editoria: ecco Ongo, l’informazione su misura

di Barbara Weisz

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Articoli di New York Times, Washington Post, Ap e altri in un unico giornale personalizzabile. E nelle prossime settimane arriva The Daily di Murdoch

L’incontro fra informazione e nuove tecnologie continua a produrre frutti. L’ultima novità si chiama Ongo, arriva dagli Stati Uniti, ed è in pratica un servizio di news personalizzato, nonché firmato dalle più prestigiose testate americane e non solo: Associated Press, Washington Post, New York Times, ma anche i britannici Guardian e Financial Times. A finanziarlo sono gli editori del New York Times, del Washington Post e il gruppo Gannett (Usa Today), che hanno messo sul piatto 12 milioni di dollari.

Il servizio funziona via web oppure si può accedere dai dispositivi mobili, smartphone e tablet. Le interfacce sono diversificate a seconda delle modalità di accesso. La formula prevede un abbonamento, da sette dollari al mese (precisamente, 6,99), per un servizio base, a cui si possono aggiungere ulteriori fonti di informazione ognuna a 99 centesimi. Fino alla fine di febbraio, un mese gratis per chi si abbona.

Il giornale si presenta con una veste grafica molto intuitiva, come detto il layout è diverso a seconda che si acceda via web o via mobile, c’è una home che impagina le notizie piu’ importanti della giornata ma il lettore può aggiungere una serie di personalizzazioni, aggiungendo pezzi di altre fonti, oppure creando spazi appositi per argomenti di suo interesse.

Il pacchetto base comprende la copertura dell’Associated Press, i contenuti originali dell’edizione cartacea del Washingotn Post, tutti i pezzi di Usa Today, una selezione dal New York Times e dal Financial Times. Fra le testate già disponibili, che quindi si possono aggiungere, ci sono The Guardian, Slate, The Boston Globae, The Miami Herald.

«Ongo lancia un servizio informativo che privilegia il lettore, e continuerà a farlo aggiungendo nuove pubblicazioni e servizi», sottolinea Alex Kazim, fondatore nonché Ceo della società, sottolineando anche come gli strumenti che il giornale mette a disposizione assicurino ai lettori di scegliere le notizie che preferiscono mentre una squadra di editors professionisti seleziona gli articoli «che non si possono perdere».

Fra le possibilità offerte dall’impaginazione, quella di salvare i pezzi per leggeri in qualsiasi momento, una ricerca per argomenti, firme, data, categoria, e c’è anche uno spazio per la condivisione, con gruppi di discussione fra gli abbonati che possono anche postare articoli ai non abbonati.

Una start-up dell’informazione che propone una formula innovativa, dunque, ennesimo tentativo da parte dell’industria editoriale di far fronte alla sfida rappresentata dalle nuove tecnologie riuscendo anche a proporre news a pagamento.

Gli esperimenti innovativi negli ultimi tempi non mancano. In arrivo c’è anche The Daily, ideato da Rupert Murdoch e Steve Jobs, che si presenta come il primo giornale pensato appositamente per l’iPad. Il lancio era previsto per lo scorso 19 gennaio, ma è slittato.

Secondo quanto dichiarato ieri da James Murdoch, figlio del magnate Rupert nonchè alto dirigente di NewsCorp (chairman ed executive per Europa ed Asia ed executive chiarman News International), il debutto avverrà nel giro di due settimane. La testata digitale, inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti, costerà 99 centesimi a settimana.

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