Metalmeccanici, lo sciopero della Fiom

di Barbara Weisz

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Cortei in tutte le regioni italiane. Landini: si rischia un conflitto senza precedenti nel paese. Ieri a Bologna fischiata la Camusso

Il centro della protesta sono stati gli stabilimenti Fiat di Pomigliano, in Campania, Melfi, in Basilicata, Termini Imerese, in Sicilia, Cassino, nel Lazio.

Al corteo torinese, la città in cui hanno sede il quartier generale della Fiat e lo stabilimento di Mirafiori, il corteo è stato concluso dal responsabile auto della Fiom, Giorgio Airaudo. Il segretario della sigla metalmeccanica della Cgil, Maurizio Landini, ha partecipato invece alla manifestazione milanese.

È il giorno dello sciopero nazionale dei metalmeccanici della Cgil, anticipato ieri dalla manifestazione bolognese alla quale ha partecipato il segretario generale del sindacato confederale Susanna Camusso. Le tute blu incrociano le braccia per otto ore, cortei in tutte le regioni italiane. Il sindacato protesta contro gli accordi di Mirafiori e Pomigliano e in difesa del contratto nazionale di lavoro.

I cortei hanno sfilato in tutte le regioni italiane, come previsto. A Milano sono arrivati 90 pullman da tutta la Lombardia, a Torino 40 dall’intero Piemonte, alle manifestazioni hanno partecipato migliaia di lavoratori. Secondo i dati forniti dalla Fiom, l’adesione ha superato in tutti i casi il 50%, con punte dell’80 e del 90%. Alle meccaniche di Mirafiori, unico reparto dello stabilimento non in cassa integrazione oggi, adesione all’80%. A Cassino, 65%. A Melfi, al primo turno 50%, con una linea ferma e un’altra funzionante. Altre cifre sempre della Fiom: Iveco 70%, Marcegaglia di Alessandria 65%, Marcegaglia di Asti 90%. ThyssenKrupp di Terni 80%. Il sindacato esprime soddisfazione per un risultato che Landini definisce “straordinario”.

Sull’adesione c’è da registrare un notevole balletto di cifre. Secondo la Fiat nel gruppo l’adesione media è stata del 25%. Al di là dei numeri e delle consuete altalene, la caratterizzazione della protesta è stata precisa. A Milano ha sfilato uno striscione lungo 12 metri che riproduceva la prima pagina del contratto nazionale del 2008. A Torino gli studenti hanno portato in corteo uno “squalo Sergio” in gommapiuma, che rappresenta il Ceo del Lingotto con le fauci piene di dollari e dei teschi insanguinati. A Milano fra gli altri hanno partecipato i lavoratori della Scala (sullo striscione, “La Scala di inFiomma”).

A Termini Imerese lo sciopero coincide con l’inizio di una nuova settimana di cassa integrazione. Durante e dopo i cortei, in sede di comizi conclusivi, la lettura della giornata da parte dei vari leader sindacali. Landini: «se gli industriali fanno quello che fa Fiat creano un conflitto che non ha precedenti nel nostro paese». Secondo Airaudo in piazza si è vista «una forza superiore» a quella rappresentata dagli iscritti alla sigla metalmeccanica, dato che «dà il polso dell’umore del paese».

Landini già ieri, parlando dal palco di Bologna, aveva ripetuto la richiesta a Marchionne e alla Fiat di «riaprire la trattativa». Nel capoluogo emiliano è stata fotografata una spaccatura tutta interna fra la Cgil e la Fiom, con Susanna Camusso fischiata dai metalmeccanici che hanno chiesto la convocazione di uno sciopero generale, sollecitazione quest’ultima oggi ripetuta in diverse piazze.

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