Crisi, il rischio Italia ancora protagonista

di Barbara Weisz

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Sale il tasso dei Btp decennali all'asta di stamane, si allarga lo spread con il Bund tedesco. Le parti sociali chiedono un patto per la crescita.

Un’ennesima giornata nera sui mercati. Proprio mentre attraverso un’iniziativa con pochi precedenti industriali, commercianti, banche e sindacati si sono fatti promotori di un’iniziativa congiunta firmando un documento che sostanzialmente chiede alla politica un impegno per la crescita, le borse vivono un’ennesima seduta tutta all’insegna delle tensioni.

Piazza Affari stamattina era la peggiore d’Europa, penalizzata oltre che dalle speculazioni sul rischio paese che proseguono ormai da settimane, anche da due fattori interveuti oggi. La prima riguarda le aste dei titoli di stato di stamattina: la domanda ha tenuto, ma i rendimenti sono saliti parecchio: i Btp decennali hanno raggiunto un tasso del 5,77%, il massimo da 11 anni. Questo ha contruito negativamente ad allargare lo spread con il bund tedesco, che dopo l’asta ha raggiunto i 338 punti base.E che comunque è salito di 110 punti base dall’inizio del mese.

Il secondo elemento è rappresentato dalle voci, subito smentite, di dimissioni imminenti del ministro del Tesoro, Giulio Tremonti. Voci infondnate, come le definite il titolare delle Politiche Agricole Saverio Romano dopo il consiglio dei Ministri.

Comunque sia, Piazza Affari in mattinata viaggiava in terreno negativo ed era per l’ennesima volta la peggiore d’Europa, anche se l’apertura di Wall Street, timidamente positiva, ha fornito un motivo di ottimismo ai mercati che hanno ridtto le perdite.

Il clima generale comunque continua a essere caratterizzato dai timori relativi al rischio paese dell’Italia. E proprio per rispondere a questa situazione ieri le parti sociali, per una volta tutte insieme, hanno siglato un documento congiunto che chiede «una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti» e «una discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita» del paese.

Il documento è firmato da Confindustria, sindacati, banche, commercianti e agricoltori. Queste le sigle: Abi, Alleanza cooperative italiane (Confcooperative, Lega cooperative, Agci), Cgil, Cia, Cisl, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Teteimprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani, confesercenti), Ugl, Uil.

Le parti sociali al gran completo dichiarano «preoccupazione» per il «recentemente andamento dei mercati finanziari», che non sembrano «riconoscere la solidità dei fondamentali dell’Italia». Esprimono «consapevolezza» nel fatto che si tratta di una fare «connessa a un problema europeo di fragilità dei paesi periferici», a cui si aggiungono i «problemi di bilancio degli Stati Uniti». Ma sottolineano che tutto questo di traduce nell’allargamento degli spread dei titoli di stato e nelle flessioni di borsa, il che «comporta un elevato onere di finanziamento del debito pubblico e un aumento del costo del denaro per famiglie e imprese».

Seguono le richieste: «occorre ricreare immediatamente» le condizioni per «ripristinare la normalità sui mercati» recuperando credibilità nei confronti degli investitori. Per farlo, ed è questa una chiara richiesta alla politica, «si rende necessaria una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti ed una discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita del nostro Paese che assicuri la sostenibilità del debito e la creazione di nuova occupazione». In sintesi, un «patto per la crescita che coinvolga tutte le parti sociali».

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