Suzuki-Volkswagen verso il divorzio

di Barbara Weisz

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I giapponesi chiedono a Volkswagen di vendere le quote in Suzuki (19,9%) dopo che i tedeschi hanno criticato l'accordo con Fiat sui motori Diesel.

Un divorzio non consensuale quello che sta maturando in queste ore fra Volkswagen e Suzuki. L’annuncio è stato dato stamattina dalla casa giapponese, che ha manifestato l’intenzione di porre fine alla partnership con il costruttore di auto tedesco, per una differenza di vedute che riguarderebbe in particolare la realizzazione di motori diesel.

Ieri era stata la Volkswagen ad accusare il socio di aver violato gli accordi di alleanza presi nel 2009. Il motivo del contendere è la decisione dei giapponesi di rivolgersi alla Fiat per le forniture dei motori diesel Multijet. La vicenda è ancora in divenire, anche se la frattura sembra molto profonda: ieri i tedeschi, denunciando la violazione degli accordi, davano una sorta di ultimatum agli alleati: «Qualche settimana di tempo» per risolvere la questione.

Nel giro di poche ore è arrivata la risposta nipponica: Suzuki chiede a Vw di vendere la sua quota del 19,9% e annuncia l’intenzione di cedere la partecipazione che possiede in titoli tedeschi, pari all’1,5%.

Il problema è che Volkswagen ha già fatto sapere di non avere intenzione di vendere e di preferire invece che la collaborazione continui. «Non abbiamo cambiato idea» sulla partecipazione in Suzuki, ha fatto sapere un portavoce della società.

In realtà, la partnership fra le due aziende, siglata appunto nel 2009, è sempre stata parecchio contrastata, con motivi di lamentela ripetuti diverse volte da entrambe le parti. La goccia che ha fatto trabiccare il vaso è un accordo che Suzuki ha fatto nel giugno scorso, con la Fiat per la fornitura del motore 1.6 Multijet II da 120 CV, che i giapponesi vorrebbero usare per le future Sx4. In realtà la casa nipponica collaborava già con Torino per le forniture di altri motori. Ma Volkswagen ritiene che questa sia stata una violazione degli accordi.

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