Banche, la maxi-truffa Ubs e il management

di Barbara Weisz

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Il Ceo di UBS, Grübel, potrebbe lasciare. Al suo posto (forse) l'italiano Ermotti. Ecco la storia della truffa da 2,3 mld di $ alla banca svizzera.

Se mai si aprisse, cosa che fino ad ora non è successa, una corsa alla successione ai vertici di Ubs, il favorito potrebbe essere un italiano. Per la precisione, Sergio Ermotti, che da qualche mese fa parte del management della banca elvetica recentemente travolta da una maxi-frode a opera di un trader, arrestato a Londra.

L’indiscrezione è firmata dal Financial Times, che però pare considerare Ermotti il miglior candidato a un avvicendamento che non è per nulla scontato. Anzi proprio le complicazioni che deriverebbero da un giro di nomine dopo lo scandalo potrebbero assicurare all’attuale Ceo, Oswald Grübel, di mantenere la sua poltrona.

Al centro della questione c’è la maxi-truffa venuta alla luce nei giorni scorsi: un trader trentenne, Kweku Adoboli, cittadino ghanese residente a Londra, ha orchestrato una serie di operazioni finanziarie altamente rischiose e, soprattutto, fraudolente, causando alla prima banca svizzera una perdita di 2,3 miliardi di dollari, (1,65 miliardi di euro). Come ha fatto? Effettuando, ha spiegato la stessa Ubs «transazioni di negoziazione non autorizzate a carattere speculativo concernenti vari future su indici azionari fatte nel corso degli ultimi tre mesi». Il trader falsificava la reale esposizione al rischio delle operazioni, attraverso «fittizie posizioni cash ETF con liquidazione a termine». Operazione fittizie, per nascondere il fatto che le transazioni «superavano i limiti di rischio Ubs».

Oltre all’indagine penale, con Adoboli accusato di frode, è in corso anche un’indagine interna da parte di Ubs. Un “rogue trader” in piena regola, espressione che definisce gli operatori finanziari che approfittano della propria posizione per darsi alla frode. Come Nick Leeson, un”collega” che negli anni ’90 fece fallire una delle più prestigiose banche del Regno Unito, la Baring Banks (anche lui giocando con i future). E probabilmente non è un caso se il giovane Adoboli è difeso da uno studio legale inglese, il Kingsley Napley, che è lo stesso che aveva difeso proprio Leeson.

Un fenomeno, quello dei trader canaglia, che negli ultimi tempi sembra aver preso nuovo vigore: nell’ottobre dell’anno scorso è stato condannato a Parigi Jérôme Kerviel, un altro giovane rampante che ha fatto perdere alla banca per cui lavorava, Societe Generale, 4,9 miliardi di dollari.

Ma tornando allo scandalo di questi giorni, quello di Ubs, i riflettori ora si accendono oltre che sulla vicenda e sulle sue conseguenze (la banca ha già assicurato che non ci sono ripercussioni sui clienti) anche sulle responsabilità. Perchè una delle domande che chiunque si pone in questi casi è: perchè nessuno se ne è accorto?

E qui entra in ballo il Ceo: Grübel in un primo momento ha dichiarato di non sentirsi responsabile dell’accaduto. Poi, ha parzialmente rettificato, rilasciando un’intervista a una televisione della svizzera tedesca: «La responsabilità ultima è dell’amministratore delegato», quindi «devo assumermi le conseguenze di quanto è successo. Il mio futuro in ogni caso non viene deciso soltanto da me». Secondo l’analisi del Ft, in realtà Grübel resterà al suo posto. Ma, nel caso in cui un avvicendamento avvenisse, in pole position potrebbe esserci proprio Sergio Ermotti, che è recentemete approdato in Ubs dopo essere stato uno dei top manager di Alessandro Profumo in Unicredit (prima ancora, è stato in Merrill Lynch). Ermotti ha passaporto svizzero e la nazionalità potrebbe essere un fattore importante.

E’ infatti già previsto che l’anno prossimo diventi chairman di Ubs Axel Weber, l’ex numero uno della Bundesbank (il banchiere che, dimenttendosi, ha nei mesi scorsi spianato la strada a Mario Draghi verso la presidenza della Bce). Ebbene, Weber è tedesco, come Grübel e sembra possibile che la prima banca svizzera non veda di buon occhio la possibilità di avere due stranieri al vertice, per di più entrambi tedeschi. Staremo a vedere.

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