Moda e lusso, il 2011 conferma la ripresa

di Barbara Weisz

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I segnali di ripresa del 2010 sono confermati nel primo semestre 2011. Il rapporto sul lusso di Sda Bocconi. Prada e Ferragamo nella top ten mondiale.

Il 2010 ha visto l’inizio della ripresa, i primi dati del 2011 confermano la tendenza per quanto riguarda il fatturato, ma c’è un’ombra relativa agli investimenti delle aziende. Sono i principali risultati del tradizionale rapporto sull’industria mondiale del lusso di Sda Bocconi e Altagamma. L’inchiesta passa in rassegna i bilanci dei 67 imprese quotate della moda e del lusso con un fatturato superiore ai 200 milioni di euro.

E allora, nel complesso il fatturato delle aziende del lusso nel mondo nel 2010 è aumentato del 10,9%. Un incremento reso possibile, va detto, anche dal fatto che il 2009, era stato un annus horribilis con una flessione dei ricavi pari al 5,3%. E nel primo semestre 2011 i ricavi hanno segnato un aumento del 12,4%.

L’Italia sarà anche la patria della moda e una delle più prestigiose sedi delle sfilate, ma nella top ten delle aziende internazionali per aumento di fatturato figurano solo due griffe del made in Italy: Prada, quinta, con entrate cresciute del 31%, e Ferragamo, sesta, con un +26%.

Entrambe firme della pelletteria, e in particolare degli accessori come scarpe e borse, il segmento più performante in assoluto, al quale appartengono cinque delle dieci aziende della top ten: oltre alle due italiane, anche le statunitensi Skechers (prima) e Deckers Outodoor (nona) e la francese Hermes, ottava.

Nella top ten calcolata invece in base all’Ebit (il risultato operativo), le italiane rappresentate sono Prada, sesta e Tod’s, settima. E l’azienda di Diego Della Valle è anche l’unica rappresentante del made in Italy fra le prime dieci aziende del mondo per generazione di cassa.

Tornando all’industria nel complesso, il risultato operativo si è attestato a una media del 10% del fatturato, in miglioramento rispetto al 7% del 2009, l’Ebitda (margine operativo lordo) ha segnato un 13,6% dall’11,1% precedente. Positiva la dinamica della redditività degli investimenti, Roi (return on investment), al 12,4% dall’8,3% del 2009, e della redditività del capitale proprio, balzato al 16,5% dal 3,5% del 2009. E’ invece scesa la capacità di generazione del cash flow, all’8,1% del fatturato contro l’11,6% dell’anno prima. I tempi medi di incasso sono fermi a 39 giorni.

Paola Varacca Capello della SDA Bocconi, coautrice del rapporto, spiega che «Il trend positivo del 2010 è confermato, e anzi in gran parte rafforzato, dai primi dati del 2011» con l’eccezione degli investimenti che secondo i primi dati 2011 denunciano arretrano al 3,2% del fatturato».

Secondo un altro autore, Giorgio Brandazza, i risultati positivi delle imprese “sono in parte dovuti alla ripresa del mercato, ma sono in parte la conseguenza delle politiche aziendali degli ultimi anni, caratterizzate dalla ricerca dell’efficienza operativa e da una più attenta gestione del capitale circolante». Un dato, quest’ultimo, che trova conferma nella limitata crescita del numero dei negozi, +2%, in leggera crescita dall’1% del 2009 ma lontano del 9% del 2008, che descrive bene la prudenza delle aziende attente all’efficienza operativa.

Infine, oltre alla buona performance del settore della pelletteria, si può notare che cinque delle aziende della top ten per crescita di fatturato sono imprese di alta gamma. Lo sottolinea Antonio Branchini, segretario generale di Fondazione Atagamma e coautore dello studio: «Le imprese del branded mass market e di retailer risultano nel 2010 meno performanti rispetto alle imprese dell’alto di gamma».

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