Le mani nipponiche sul pomodoro italiano

di Massimiliano Santoro

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La Princes Limited, società inglese controllata da Mitsubishi Corporation, ha siglato un accordo con AR Industrie Alimentari, azienda di pomodori.

La Princes Limited, società inglese controllata da Mitsubishi Corporation, ha reso noto un accordo con l’AR Industrie Alimentari, principale azienda produttrice di pomodori pelati.

La notizia era già nell’aria da qualche giorno. Sul suo sito ufficiale la società inglese Princes Limited, ha reso noto di aver concluso un accordo col suo partner italiano di lungo termine AR Industrie Alimentari Spa (ARIA), per “creare una nuova società in Italia, la Princes Industrie Alimentari Srl (PIA)”.

Il 51% di questa nuova società sarà di proprietà di Princes e verrà acquisito anche lo stabilimento di trasformazione di 120.000 metri quadrati a Foggia:” L’azienda – si legge sul sito ufficiale della Princes – dovrebbe generare un fatturato annuo di oltre  200 milioni di euro, darà lavoro a 1.200 persone al suo picco stagionale e di processo nella regione di 400.000 tonnellate di pomodori freschi all’anno”. Dall’azienda si fa sapere che “il completamento della transazione è soggetta ad alcune condizioni tra cui il nulla osta della Commissione europea”.

Ken Critchley, amministratore delegato di Princes, ha affermato che “Questo è uno sviluppo significativo per il nostro gruppo e un passo importante nella nostra strategia per l’ulteriore crescita internazionale. PIA crea nuove partnership per il nostro business e ne allarga l’accesso a nuovi clienti e mercati. L’azienda continuerà a sostenere la comunità agricola in Italia attraverso lo sviluppo di forti relazioni con i produttori locali e fornitori”.

La notizia dell’accordo era stata anticipata dalla Coldiretti che, per voce del suo presidente Sergio Marini, aveva sottolineato che “Il passaggio di mano dell’azienda Ar Alimentari spa che è il primo produttore italiano di pomodori pelati alla società anglo-nipponica Princes controllata dal gigante Mitsubishi, dopo la cessione del prestigioso marchio Gancia a un oligarca russo e della Parmalat ai francesi della Lactalis, conferma la grande appetibilità nel mondo del Made in Italy alimentare ma anche la necessità per gli agricoltori di accelerare il progetto di filiera agricola italiana per candidarsi ad essere i nuovi protagonisti della trasformazione agroalimentare nazionale. I pomodori pelati sono il simbolo dell’Italia a tavola – ha concluso Marini – ma in un solo anno sono stati ceduti all’estero tre pezzi importanti del Made in Italy alimentare che sta diventando un appetibile terra di conquista per gli stranieri. Un processo favorito dalla crisi di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi”.