La Indesit vuole delocalizzare la produzione in Polonia

di Carlo Lavalle

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Annunciata dalla Indesit Company la chiusura dello stabilimento di None in Piemonte per delocalizzare in Polonia la produzione di elettrodomestici.

La produzione di elettrodomestici dello stabilimento Indesit di None potrebbe essere spostata nella fabbrica di Radomsko in Polonia.

E’ questa la proposta avanzata dal management dell’azienda italiana durante l’incontro con Comitato aziendale europeo (Cae). La decisione sarebbe conseguenza dello stato di grave crisi in cui versa il settore che in Italia solo nei primi mesi del 2012 ha registrato un calo del 15%.

Diversamente dal 2009, quando per effetto di un crollo della produzione del 24% fu avviata una trattativa che condusse ad un ridimensionamento dell’impianto stavolta il sito produttivo piemontese rischia la completa chiusura. L’impianto rimasto in funzione con circa 400 dipendenti in cassa integrazione a rotazione per produrre lavastoviglie destinate al mercato italiano ed europeo potrebbe non rientrare più nei piani del gruppo presieduto da Andrea Merloni.

La notizia di una possibile delocalizazione all’estero ha provocato la immediata reazione delle maestranze che sono scese in sciopero. Le tre sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato lo stato di agitazione e paventando il rischio occupazionale hanno dichiarato la loro contrarietà ad ogni ipotesi di chiusura.

Nel 2010 la Indesit Company aveva stabilito un piano di investimenti per rilanciare la sua presenza in Italia e contemporaneamente la cessazione delle attività negli stabilimenti di Brembate (Bergamo) e Refrontolo (Treviso).

Nei prossimi giorni sono in programma un incontro, a livello nazionale, tra sindacati e direzione aziendale e una nuova riunione del Cae che si terrà il 24 aprile.