Fiat, addio allo stabilimento autobus di Avellino

di Massimiliano Santoro

scritto il

Il presidente di Fiat Industrial, Sergio Marchionne, conferma la decisione di chiudere definitivamente lo stabilimento Irisbus di Avellino.

Mai più autobus ad Avellino. Lo stabilimento Irisbus resterà chiuso definitivamente. La conferma arriva dalla voce di Sergio Marchionne a margine dell’assemblea degli azionisti di Fiat Industrial il cui Consiglio di Amministrazione lo ha confermato alla presidenza.

Marchionne ha spiegato anche che si sta discutendo col Governo per ricercare un altro utilizzo dell’impianto. Inoltre, è stata attivata a fine dicembre dello scorso anno la cassa integrazione straordinaria per lo stop alle attività.

Come già detto, le parole di Sergio Marchionne sono arrivate a conclusione di un’assemblea degli azionisti di Fiat Industrial che, tra l’altro, ha visto l’approvazione delle deliberazioni riguardanti la distribuzione di un dividendo complessivo, per le tre categorie di azioni, di circa 240 milioni di euro; la politica di remunerazione ed un piano di incentivazione e autorizzazone all’acquisto di azioni proprie fino a 500 milioni di euro e, infine, la conversione obbligatoria delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni ordinarie.

Il Consiglio di Amministrazione di Fiat Industrial, si legge nel comunicato diramato a conclusione del vertice, ha anche confermato che Alberto Bombassei, Robert Liberatore, Libero Milone, Giovanni Perissinotto, Guido Tabellini, Jacqueline A. Tammenoms Bakker, John Zhao e Maria Patrizia Grieco sono in possesso dei requisiti di indipendenza ai sensi del D. Lgs. 58/1998.

Intanto i vertici del Lingotto hanno iniziato a lavorare con rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico per trovare una soluzione alternativa al sito produttivo, in modo da garantire l’occupazione in una regione, la Campania, dove i senza lavoro sono sempre di più.

Irisbus, dal 2001 controllata al 100% da Iveco, continuerà la produzione in altri Paesi europei fra cui Francia e repubblica Ceca.