Finmeccanica: le indagini portano in Svizzera, Francia e UK

di Roberto Rais

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Finmeccanica sotto accusa per presunte tangenti versate a intermediari legati a partiti politici, nell'ambito della fornitura di elicotteri all'India.

Stando a quanto sta emergendo, in queste ore, su una vicenda di certa complessità che riguarda la grande azienda italiana Finmeccanica, le autorità svizzere avrebbero effettuato sequestri e perquisizioni a Lugano, andando probabilmente ad assumere delle informazioni sui conti bancari nei quali potrebbero – il condizionale è d’obbligo – esser transitati soldi relativi a tangenti.

Un’iniziativa assunta su richiesta dei Pm di Napoli (Francesco Curcio e Vincenzo Pistelli, che stanno conducendo l’indagine insieme al Sostituto Henry John Woodcock e al procuratore aggiunto Francesco Greco), che stanno da tempo indagando sugli appalti della società.

Secondo le prime indiscrezioni diffuse a mezzo stampa, l’obiettivo delle perquisizioni e dei sequestri elvetici sarebbe quello di trovare qualche riscontro sulle tangenti nelle commesse in India della Agusta Westland, della quale avrebbe parlato in precedenza l’ex direttore centrale per le relazioni istituzionali di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni. Stando a quanto appreso da Radiocor, pertanto, la finalità delle perquisizioni a Lugano sarebbe quella di trovare delle conferme utili per le indagini di concussione e corruzione sugli appalti del big italiano.

Nelle ultime ore, l’inchiesta sulla presunta corruzione internazionale per gli appalti Finmeccanica avrebbe toccato anche Inghilterra e Francia, al punto che la procura del capoluogo campano sarebbe pronta a chiedere delle rogatorie a questi Paesi, con l’obiettivo di mettesi sulle tracce di un secondo intermediario il cui nome potrebbe essere Christian Mitchell.

In maniera più specifica, si è appreso che Borgogni avrebbe dichiarato di aver saputo che nell’affare che ha condotto poi alla vendita di 12 elicotteri AW101 al governo indiano (da destinare all’aeronautica militare di Delhi) da parte di AgustaWestland, sarebbe stato riconosciuto un compenso di 41 milioni di euro a Guido Ralph Haschke, consulente del gruppo, residente proprio a Lugano. La somma di 41 milioni di euro sarebbe poi stata elevata di ulteriori 10 milioni di euro per “fare fronte alle esigenze dei partiti e in particolare della Lega Nord” – ha poi dichiarato Borgogni, che la scorsa settimana è stato risentito dai Pm di Napoli.

Ad ogni modo, Finmeccanica negli scorsi giorni ha negato ogni irregolarità. Anche la Lega Nord ha smentito eventuali coinvolgimenti, in un contesto che vede il Carroccio alle prese con uno dei momenti più difficili della propria vita sociale e politica.

Intanto, anche l’India inizia a indagare: il ministro della Difesa di Nuova Delhi, A. K. Antony, ha deciso di aprire una inchiesta per accertare eventuali reati commessi nel suo paese e collegati alla costruzione dei velivoli Agusta Westland. In India, infatti, per le commesse militari, sono vietate le mediazioni commerciali.

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