Draghi chiede più garanzie sui depositi bancari

di Roberto Rais

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Mario Draghi punta a creare una Unione bancaria europea, per predisporre una garanzia comune sui depositi e dare più equità ai rapporti banca-utenti.

Il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha rilanciato l’ipotesi di realizzare nel breve-medio termine una Unione bancaria europea, che possa fungere da strumento per ribadire la solidità del sistema bancario comunitario, e predisporre una garanzia comune dei depositi. Ma non solo, perché secondo il manager italiano, tale unione potrebbe altresì servire a generare maggiore equità nel rapporto tra i contribuenti e gli utenti dei servizi finanziari da una parte, e la comunità interbancaria e interfinanziaria dall’altra.

Alla Commissione economica del Parlamento Europeo, il numero 1 della Bce ha spiegato che l’implicazione di una Unione europea bancaria, con centralizzazione di una buona parte delle attività di vigilanza, potrebbe essere l’esatta traduzione dell’insegnamento degli errori del passato. “Sinora è sempre stata sottovalutata la portata delle crisi bancarie – ha affermato Draghi – si è intervenuti per approssimazioni successive sino ad arrivare ad avere la soluzione giusta, ma al massimo costo possibile”.

“Una supervisione centrale della vigilanza” – ha poi proseguito il banchiere – “è necessaria specialmente per le banche più grandi e per quelle sistemiche”. Ovvio, in proposito, il riferimento alle recentissime difficoltà della Spagna. “Bankia non è grande, ma è sistemica” – anticipa Draghi. Cioè, in altri termini, andava vigilata meglio, anche se non rientrava certamente tra i big del Continente.

Con l’occasione, Draghi ha anche invitato i governi dell’Europa a lavorare con maggiore insistenza lungo la strada dell’integrazione, con una visione maggiormente omogenea e meno singolaristica. “Per molti governi – ha affermato il presidente – la situazione è quella di chi attraversa un fiume contro corrente e non vede l’altra sponda perché c’è la nebbia: il nostro compito è quello di diradare la nebbia”.

Draghi ha infine parlato dell’Esm, il fondo salvastati permanente, che potrebbe essere utilizzato in maniera più pragmatica. “E’ inutile avere tanti soldi e non usarli quando serve – ha ribadito – è come non averli”. La Banca Centrale Europea, comunque, “non può sostituirsi ai governi nel fronteggiare la crisi, nella quale il debito di alcuni Paesi non è più percepito come sostenibile”.