Aziende: mancano le persone giuste al posto giusto

di Assunta Corbo

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Una ricerca mostra che nei prossimi 3 anni le aziende faticheranno a trovare manager e personale adeguato alle necessità dell'impresa.

Desiderio di far carriera, gap generazionale e fisiologico turn over sono i 3 elementi che causeranno nei prossimi 3 anni un deficit di “persone giuste al posto giusto” in tutte le aziende del mondo.

E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Crf Institute Leadership Development & Succession Management 2012. La percentuale di aziende Top Employers che prevede una futura mancanza di personale qualificato oscilla dall’88% della Cina, al 54% del Brasile, al 53% dell’Europa, dove le criticità maggiori sono in Germania (44%) e Svizzera (42%) a livello di manager e in Belgio (85%) a livello di professionisti, mentre la media a livello mondiale è del 57%.

La ricerca è stata effettuata su 653 aziende certificate Top Employers in tutto il mondo: Europa, Asia, Americhe, Africa, Australia. La certificazione Top Employers attesta l’eccellenza nella gestione delle politiche di gestione del personale e l’adozione di best practice virtuose nell’ambito delle risorse umane per attrarre, motivare e trattenere i talenti. Dalla ricerca emerge che il primo motivo di abbandono aziendale è la voglia di fare carriera, seguito dal desiderio di un migliore trattamento economico. Seguono poi la location dell’azienda, le condizioni di lavoro e conciliazione vita professionale-vita privata (work life balance) e, infine, adeguati riconoscimenti per il lavoro svolto.

A fronte di tali dati, per scongiurare il rischio di un “vuoto di potere” a più livelli (executive, manager, personale qualificato), la soluzione proposta è saper creare nuove strategie di leadership per favorire le carriere interne e pianificare linee di successione valide e fruttuose. Le politiche adottate dalle aziende Top Employers sono orientate all’ncremento di strategie hr per la realizzazione di una fruttuosa linea di successione interna: nel 2012 gli investimenti in politiche per favorire la successione interna (formazione, job rotation, mentoring, ecc.) sono aumentati del 6,8% rispetto al 2011 in tutto il mondo.

Una strategia che ha come risultato quella di favorire le carriere interne, che vedono i maggiori riconoscimenti – top manager provenienti da candidature interne – in Spagna (85%), Polonia (81%), Francia e Svizzera (79%). L’Italia si posiziona al quarto posto nel mondo, con il 75%. La media europea è al 73%, la Cina al 70%, Brasile al 52%, Sud Africa al 51%.

Parallelamente, le aziende Top Employers mettono in campo strumenti di monitoraggio e mappatura delle competenze così da avere un quadro chiaro e puntuale delle future necessità. E in questo campo l’Italia si posiziona ai primi posti, insieme a Spagna, Germania e Cina.

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