WindJet, il fallimento è dietro l’angolo

di Andrea Barbieri Carones

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Entro la mezzanotte di oggi, la compagnia aerea WindJet potrebbe confluire in Alitalia oppure fallire e sospendere i voli.

Oggi potrebbe essere l’ultimo giorno di vita della compagnia aerea WindJet, fondata in Sicilia nel 2003 e in procinto (così sembrava) di passare sotto l’egida di Alitalia. Proprio con il vettore guidato da Andrea Ragnetti sono in corso delle trattative che puntano a una fusione, facilitata anche dopo il “via libera” dell’Antitrust di un paio di settimane fa.

La deadline per trovare un accordo è stata fissata per le 24 di oggi, 6 agosto. Il termine è stato imposto dall’Enac – l’autorità che in Italia sovrintende a tutto il trasporto aereo – che si è detta pronta a sospendere la licenza di operatore aereo se la compagnia di Antonino Pulvirenti non fosse in grado di garantire la sicurezza e la regolarità dei collegamenti.

Proprio nella giornata di ieri e di oggi, infatti, si sono verificati dei pesanti disservizi di cui ne hanno fatto le spese i passeggeri in partenza per le vacanze, che hanno subito ritardi di diverse ore sulle rotte tra Roma Fiumicino e Palermo e Catania oltre che dalla Sicilia per Milano Linate. Forti ritardi anche sui voli charter per il Mar Rosso.

In molti casi, poi, i passeggeri in partenza non sapevano se nel viaggio di ritorno avrebbero potuto volare con WindJet, visto che la sospensione della licenza è dietro l’angolo nonostante fonti di Alitalia parlino di “grande impegno volto ad arrivare a un accordo, nonostante le inadempienze del vettore siciliano”.

Se gli aerei della compagnia dovessero rimanere a terra, a rimetterci non sarebbero solo i passeggeri prenotati per partire per le vacanze ma anche – e soprattutto – i 500 dipendenti che lavorano in volo e a terra, cui se ne aggiungono altri 300 dell’indotto. In caso di fusione con Alitalia, circa 400 dipendenti dovrebbero essere assorbiti.

A proposito di Antitrust, la ex compagnia di bandiera ha fatto un po’ retromarcia dopo la pronuncia dell’autorità che – nell’ottica di evitare posizioni monopolistiche – ha imposto di rinunciare a 3 slot (diritti di decollo e atterraggio) in fasce orarie chiave negli aeroportuali di Catania e Palermo. Ma questa situazione no npiace al vettore sorto 3 anni fa dalle ceneri della vecchia Alitalia, che perderebbe più denaro di quanto preventivato. Per questo motivo l’offerta per acquisire la totalità di WindJet si è ridotta di molto e Antonino Pulivrenti sta valutando se accettare o meno.