Italia: persi 1.000 posti di lavoro al giorno

di Roberto Rais

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Secondo il leader del sindacato Uil, Luigi Angeletti, i posti di lavoro sono in continua diminuzione in Italia, con un calo di 1000 ogni giorno.

Il mercato del lavoro italiano subisce un’emorragia drammatica, che dissangua il comparto occupazionale tricolore con circa un migliaio di posti di lavoro al giorno. È questa la conclusione cui è giunto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, per descrivere la drammatica tendenza assunta dal mercato delle professioni. Un contesto che il sindacalista ha definito come “la Caporetto dell’occupazione“, preannunciando il triste prolungamento del trend di decrescita del numero degli occupati all’interno dei confini nazionali. Un trend che non solo non dovrebbe vedere la fine nel brevissimo termine, ma potrebbe addirittura subire dei nuovi e ulteriori aggravi nel prossimo futuro.

“Stiamo perdendo mille posti di lavoro al giorno” ha dichiarato infatti il leader dell’organizzazione sindacale. “E’ un’emorragia che non si arresta. L’autunno sarà drammatico”. Frasi che assumono un significato ancora più pesante, considerando che sono state espresse a iniziale margine dell’avvio delle ultime negoziazioni per trovare una soluzione alle crisi dello stabilimento Alcoa di Portovesme, in Sardegna, a rischio chiusura imminente.

Ieri, invece, al ministero dello Sviluppo Economico il ministro Passera aveva cercando di infondere un po’ di ottimismo, ricordando come il governo abbia intenzione di mettere il massimo impegno per risolvere la questione, senza tuttavia nascondere le difficoltà per trovare una soluzione dell’ultima ora che possa evitare la chiusura dello stabilimento. Una soluzione che – oltre a comportare la definitiva uscita dell’Italia dal settore dell’alluminio, che proprio a Portovesme, grazie all’Alcoa, aveva il suo polo di riferimento nazionale – non dovrebbe arrivare prima di alcuni mesi.

Per il momento, la vicenda Alcoa sembra indirizzarsi verso una situazione di stallo, con l’interessamento annunciato da parte di alcune società straniere (le svizzere Glencore e Klesch, ma probabilmente anche alcuni player asiatici) che però non dovrebbe concretizzarsi sul brevissimo termine. Ammessa la disponibilità dell’esecutivo Monti a concedere sconti sulla bolletta energetica, rimane da sciogliere il nodo dei posti di lavoro, con il ministro Elsa Fornero che si è detta a favore dei lavoratori, precisando subito dopo che “sarebbe sbagliato dire che saranno garantiti quei posti di lavoro”.