Tlc: Huawei e ZTE fuori dagli USA per possibile spionaggio

di Floriana Giambarresi

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Gli USA mettono al bando Huawei e ZTE perché potenzialmente influenzati dal governo cinese: costituiscono un rischio per la sicurezza locale.

Gli Stati Uniti hanno deciso di escludere Huawei e ZTE dal mercato nazionale poiché potenzialmente influenzate dal governo cinese: potrebbero nascondere nelle proprie apparecchiature per le telecomunicazioni dei software o delle soluzioni hardware per spiare, o addirittura per attaccare, l’America.

È la conclusione a cui è giunta la U.S. House of Representatives Intelligence Committee, ovvero il Congresso statunitense, che ha diramato nelle scorse ore la bozza di un nuovo rapporto giunto dopo un anno di indagini a carico di ZTE e Huawei, rispettivamente il quinto e il secondo costruttore mondiale di infrastrutture per le comunicazioni fisse e mobili.

«Sulla base di informazioni pubbliche e riservate, non si può escludere che Huawei e Zte siano libere da influenze statali e quindi rappresentano una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti e dei suoi sistemi». Così si legge nel report del Congresso statunitense, il quale è giunto alla conclusione che consiglierà ai dipartimenti governativi e alle imprese nazionali di evitare l’uso dei prodotti dei due rispettivi gruppi cinesi.

ZTE ha negato le accuse spiegando di non essere succube del governo cinese, mentre Huawei ha prima dichiarato che, operando nella seguente maniera, gli Stati Uniti ostacolano l’innovazione e l’occupazione nazionale, e poi ha diramato un comunicato stampa sul proprio sito ufficiale spiegando di non esser assolutamente influenzato dalla Cina e che le preoccupazioni del Congresso USA sono del tutto prive di fondamento.

«Semplicemente non possiamo affidare sistemi così vitali ad aziende legate allo Stato cinese», ha sintetizzato Mike Rogers, presidente della Commissione Intelligence del Congresso. Si punta il dito contro le imprese di «uno Stato che è il massimo responsabile del cyberspionaggio ai danni dell’America».

Anche Hong Lei, portavoce del ministero cinese degli Esteri, si è fatto avanti per difendere Huawei e ZTE, sottolineando come «auspichiamo che il Congresso dimentichi i pregiudizi, rispetti i fatti e faccia di più per promuovere le relazioni economiche fra Cina e USA invece che l’esatto contrario».

Intanto, sia Huawei che ZTE negli ultimi tempi stavano estendendo i propri affari agli Stati Uniti, allargando continuamente la propria quota di mercato. Trattasi di un duro colpo per le due società cinesi, dato che stanno perdendo un mercato considerato come essenziale.

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