Vendite auto ai livelli del 1979

di Andrea Barbieri Carones

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Continuo crollo per il settore auto: in Italia le vendite 2012 saranno uguali a quelle del 1979, con un calo attorno al 20% rispetto al 2011.

Novembre da dimenticare per il mercato automobilistico, con vendite che hanno registrato il minimo dal 1979 ad oggi. Le 106.491 immatricolazioni del mese scorso, infatti, rappresentano un -20,1% rispetto allo stesso periodo del 2011 quando già il settore era in frenata rispetto agli anni precedenti al 2007.

I numeri resi noti dal ministero dei Trasporti e commentati dai principali operatori mostrano anche cifre da dimenticare anche per i primi 11 mesi del 2012, con buone prospettive di chiudere l’anno in corso sui livelli di più di 30 anni fa, con 1,4 milioni di unità vendute.

Da gennaio a novembre, infatti, in Italia sono state imamtricolare 1.314.868 vetture, con un calo del 19,7% – pari a 323mila unità – rispetto allo stesso periodo del 2011, quando già il settore era in forte crisi. Questa debacle dell’industria delle 4 ruote è in realtà una lenta agonia che vede il settore calare mese dopo mese senza interruzioni dal  settombre 2011, con una discesa che negli ultimi 11 mesi è diventata a 2 cifre percentuali con gravi ripercussioni sull’occupazione.

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Il calo è dovuto principalmente alle famiglie, che a causa di caro carburante, caro polizze assicurative e in generale a causa dell’incremento dei costi per gestire un veicolo, hanno rimandato gli acquisti o si sono orientati verso l’usato” ha detto Jacques Bousquet, presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere in Italia. A novembre, gli acquirenti privati sono diminuiti del 21,2% rispetto a un anno fa, con una quota di mercato del 65,7%. Nel periodo gennaio-novembre è andata ancora peggio: flessione del 22,8% e quota di mercato del 63,7%.

Per quanto riguarda le vetture di seconda mano, i 374.122 trasferimenti di proprietà avvenuti a novembre rappresentano una diminuzione del 4,3% rispetto a un anno fa, che diventa 9,2% considerando i primi 11 mesi del 2012, quando sono state acquistate 3,8 milioni di auto. Un po’ meglio va alle flotte auto aziendali: per le imprese, infatti, i cali sono più contenuti, con un mese di novembre che – pur negativo – riesce a chiudere con una percentuale negativa del 9,8%. In questo caso, a pesare è la detraibilità-deducibilità delle auto aziendali: se fino a un anno fa era al 40%, ora si è ridotta al 27,5% e potrebbe passare al 20%, mentre nel resto d’Europa è al 100%.

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In questo mercato, a risentirne sono tutti i costruttori e tutti i rivenditori, a iniziare da quelli di fascia alta penalizzati soprattutto dal regime fiscale al limite della vessazione.

Tuttavia qualche segno di ottimismo sembra arrivare dalle prevendite e dagli ordini per il 2013, che sono aumentati del 10% rispetto a un anno fa. A dirlo sono gli organizzatori del Motorshow di Bologna, la manifestazione legata al mondo dei motori che – pur tra mille difficoltà e disdette – si apre domani nella città felsinea per la gioia degli appassionati.

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Ma se i costruttori non ridono, i concessionari piangono, come dice il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi in occasione dell’assise annuale dei rivenditori: “In termini di fatturato, il nostro settore vale 12 volte l’Ilva di Taranto. In pochi, però, sembrano accorgersi dei disincentivi che si sono abbattuti sul mondo degli autoveicoli. Basti pensare che il 65% dei concessionari italiani chiuderà il 2012 in perdita. Nulla di strano se si pensa che rispetto a 20 anni fa il prezzo della benzina è cresciuto del 170%, i costi assicurativi del 202% (ossia del triplo) e i pedaggi autostradali del 198%“.