Il lavoro ai tempi del social recruiting

di Teresa Barone

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Ricerca di lavoro e selezione del personale passano ormai attraverso la Rete, tra social recruiting e digital reputation.

Il lavoro ai tempi del social recruiting e della digital reputation: questo il titolo di una ricerca condotta da Adecco che fa luce sulle più moderne metodologie di ricerca di lavoro e selezione del personale, dimostrando come la sfera delle relazioni social sia sempre più determinante in entrambi i casi.

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Trovare un impiego è più semplice se le relazioni all’interno dei social network sono ricche e integrate, ma è anche vero che i recruiters si basano sempre di più sulla reputazione in rete di un candidato. L’indagine, svolta in collaborazione con Ivana Pais dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, focalizza l’attenzione sull’importanza del “capitale sociale integrato“, vale a dire la capacità di gestire le proprie relazioni sociali in modo costruttivo che si potenzia, ad esempio, entrando in contatto con individui di status superiore al proprio.

«Coltivare relazioni in rete, oltre che attraverso occasioni di incontro e contatto nella vita offline, incrementa la frequenza e la stabilità dei rapporti e permette di approfondire la conoscenza reciproca degli interessi e delle competenze anche grazie alla lettura dei post e dei contenuti che si pubblicano. Inoltre, consente di intercettare più facilmente informazioni su offerte di lavoro disponibili.»

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Queste le parole di Silvia Zanella, Marketing & Communication Manager di Adecco Italia. Per quanto riguarda, invece, il rapporto tra i responsabili delle risorse umane e gli strumenti di recruiting online, la ricerca mette in evidenza come i selezionatori tengano conto innanzitutto dei profili Linkedin dei candidati, analizzati per valutare la reputazione virtuale degli stessi: ammonta al 77% la percentuale dei recruiters che inserisce il nome di un candidato all’interno di un motore di ricerca per verificare la sua identità digitale.

Nel 12% dei casi questo tipo di ricerca è andata a discapito degli aspiranti lavoratori, infatti non capita di rado che un candidato venga scartato proprio a causa delle informazioni reperite in rete.

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