Chi è il CSR manager

di Chiara Basciano

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Conosciamo il manager che si occupa di responsabilità sociale. Una figura emergente e molto ricercata dalle aziende.

L’acronimo CSR sta per Corporate Social Responsibility, ovvero tutto ciò che concerne la gestione delle problematiche sociali e ambientali connesse al lavoro delle imprese e intese come parte integrante delle loro strategie e dei loro piani industriali.

Questi in sostanza i compiti principali del CSR Manager, una figura emergente nel panorama italiano dove ormai l’88% delle imprese riconosce l’alto valore del fenomeno della responsabilità sociale. D’altronde, come emerso da una recente ricerca condotta da Gfk-Eurisko e Fondazione Sodalitas sull’argomento, il 40% delle imprese quotate in borsa ha in organico un CSR Manager, con il 75% di questi nuovi professionisti che lavora in grandi aziende e il 59% che risponde direttamente al top management.

Le parole di Mario Molteni, professore di economia aziendale all’università Cattolica di Milano e direttore di CSR Manager network, illustrano meglio la figura del manager che si occupa della responsabilità sociale: «Il CSR manager – spiega Molteni – è una professione innovativa che gestisce le problematiche sociali e ambientali connesse al lavoro delle imprese e intese come parte integranti delle loro strategie e dei loro piani industriali. L’attività principale del CSR manager consiste nella rendicontazione, ma può anche essere il consulente di chi gestisce gli acquisti e le risorse umane».

E dalla ricerca Gfk-Sodalitas emerge anche un identikit del CSR manager: il 56,8% dei CSR manager italiani è infatti composto da donne, in età compresa tra i 40 e i 50 anni, con un’elevata formazione in economia ed esperienza di lunga data nella stessa azienda. La loro retribuzione media annuale si assesta sui circa 79mila euro ed è ormai paragonabile a quella di qualsiasi altro dirigente.

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