Donne manager tra luci e ombre

di Chiara Basciano

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Più donne ai vertici aziendali, ma rimangono le differenze retributive. I dati della ricerca ALDAI.

L’ALDAI, Associazione Lombarda Dirigenti Aziende Industriali, all’attivo 17.000 associati, ha presentato una ricerca decennale sul numero delle donne dirigenti in Italia, da cui emergono luci e ombre sulle “quota rosa” ai vertici delle aziende.

Intanto, c’è da segnalare come in 10 anni le donne dirigenti siano salite di numero, dal 24,3% al 28,7%. A fine 2012 su 403.000 manager, le donne erano 116.000. Una notizia positiva, che si bilancia però con l’analisi delle posizioni lavorative. La maggior parte delle donne dirigenti ricopre infatti funzioni di staff, dove sono il 49%. Nelle posizioni di responsabili operations, la presenza femminile scende al 38%, per ridursi al 32% nei ruoli commerciali. Ai vertici la pattuglia rosa si dirada: sono solo l’8% le donne amministratore delegato, direttore generale o direttore di business unit.

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“La crescente presenza femminile fra i dirigenti arricchisce il capitale umano delle imprese. L’Italia resta però indietro in Europa, perché da noi le donne top manager sono meno del 10%”, nota Romano Ambrogi, Presidente ALDAI.

Al capitolo retribuzioni le principali differenze tra manager uomini e donne. Nelle aziende, secondo i dati di Hay Group, società globale di consulenza per la realizzazione delle strategie, su un campione di 500 aziende medio-grandi e di 230.000 titolari, resta fra uomini e donne un differenziale retributivo (pay-gap) che si aggira intorno al 24%, comunque in forte riduzione rispetto al 30% del 2004. Nello specifico, fra gli impiegati, il divario salariale fra uomini e donne è del 6%. Il “pay-gap” sale al 9% fra i quadri. Il picco viene raggiunto fra i dirigenti, con il 13%. Agli uomini va uno stipendio annuo lordo di 122.818 euro contro 106.667 delle donne.

“Nonostante le campagne per promuovere la parità, lo stipendio medio femminile è inferiore a tutti i livelli, anche quando la qualifica e la posizione sono la stessa”, osserva Lucia Bartolini, Managing Consultant di Hay Group.