I compensi dei super manager

di Chiara Basciano

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La Afl-Cio pubblica le retribuzioni dei top manager Usa. Con il dirigente che guadagna 354 volte più dei dipendenti.

La confederazione sindacale American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations (Afl-Cio) ha pubblicato i dati delle retribuzioni dei top manager americani, tra le società che fanno parte dell’indice Standard & Poor’s 500 della Borsa di New York, mettendoli in confronto con quelli dei dipendenti delle stesse aziende.

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Ebbene, quella che emerge è una differenza molto ben marcata, con i Ceo delle maggior compagnie americane che hanno guadagnato in media 12,3 milioni di dollari l’anno scorso, mentre i loro dipendenti hanno raggiunto quota 34.645 dollari. Ovvero, un top manager guadagna ben 354 volte di più di un suo dipendente.

Una differenza certamente molto elevata, in particolare in tempi di crisi, che seppure lontana dalle 525 volte in più dell’anno 2000 ha fatto alzare la voce a Richard Trumka, il presidente della Afl-Cio. Per Trumka, i lavoratori «lottano ogni giorno per tirare avanti, i loro stipendi sono stagnanti, le società cercano di portargli via pensioni e assistenza sanitaria e sono pieni di rabbia. Pochi di loro sono coscienti di quello che succede con gli stipendi dei Ceo».

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Una situazione certo non dissimile da quella di casa nostra, dove la pubblicazione dei compensi annuali dei super manager ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, costretto a fare i conti con difficoltà economiche di ogni tipo davanti a stipendi a sei o sette zeri, il tutto in barba all’andamento reale dell’economia.