La Russia apre ai manager stranieri

di Chiara Basciano

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Dovrebbe essere approvato dopo l?estate il disegno di legge che apre ai manager provenienti dall?estero.

La Russia apre le porte ai manager provenienti dall’estero. Il governo ha infatti approvato un disegno di legge che semplifica di molto il processo di ottenimento dei visti e dei permessi di lavoro per gli esperti stranieri, anche oltre la quota migranti stabilita.

Come affermato dall’analista dell’Istituto per lo Sviluppo moderno, Nikita Maslennikov, la sfida è quella di conformarsi ai requisiti dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) a un anno dal suo ingresso: «L’OMC è per noi una nuova sfida. Le nostre imprese si aprono più decisamente verso l’economia mondiale, e naturalmente vi è necessità di professionisti altamente qualificati che possano fornire un collegamento con l’OMC. Inoltre, è preferibile che tali professionisti conoscano le regole e gli standard dell’OMC».

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Non avendo il tempo di preparare professionisti di questo tipo, la Russia apre ai top manager e ai dipendenti chiave di uffici di rappresentanza di società estere, con una retribuzione non inferiore ai due milioni di rubli all’anno, che dovranno però completare almeno un anno di lavoro presso la società che li ha invitati in Russia.

L’analista dell’Istituto di Globalizzazione e dei Movimenti Sociali, Vasilij Koltašev, ha così commentato: «Non è un segreto che ad oggi la Russia stia vivendo una grossa mancanza di personale qualificato e di alta qualità: tale personale non è mai sufficiente per l’uno o l’altro settore. Questo è uno dei motivi per cui a Mosca e in altre grandi città i salari degli specialisti sono spesso superiori rispetto alla media europea. Questi posti possono attrarre gli stranieri, e attirarli è una cosa utile e promettente».