La scoperta del coworking

di Chiara Basciano

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Un nuovo modo di concepire il luogo di lavoro è finalmente realtà

Luoghi in cui stare gomito a gomito con un lavoratore del tutto diverso da noi, impegnato in attività che a volte ignoriamo, eppure con cui condividiamo uno spazio quotidiano, permettendo di abbattere i costi di locazione dell’ufficio. Questa è la semplice e geniale idea del coworking. La sua diffusione, favorita dalla crisi, coinvolge le maggiori città italiane, dando vita a luoghi ibridi ma pieni di ogni necessità utile a svolgere i più differenti lavori.

Giornalisti e grafici, giovani impegnati nella creazione di start up, nomad worker sempre in giro per l’Italia, si ritrovano in questi spazi, permettendo anche uno scambio utile al business e allargando la propria visione delle cose.

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Tra gli ultimi nati spicca Work On, Temporary Office, a Milano, che mette a disposizione uno spazio con scrivania personale, consulenza ICT di base on-site, numero fisso di telefono personale per tutte le chiamate in entrata, sala d’attesa, due sale riunioni dotate di schermo da 46″, chill area, armadietto personale, spazio comune nelle librerie, copertura wi-fi in tutta la struttura. I costi di questi servizi sono flessibili in base alle modalità e al tempo di utilizzo, ma per i soci Acta sono offerti ad una tariffa scontata del 17,35% rispetto al costo normale.

Meno diffusi ma molto richiesti sono i coworking dedicati alle mamme lavoratrici, luoghi in cui portare anche i figli e in cui condividere non solo lo spazio, ma anche le difficoltà quotidiane.

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