Contratti a tempo indeterminato in aumento

di Teresa Barone

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Crescono numericamente le assunzioni, soprattutto a tempo indeterminato, mentre calano licenziamenti e cessazioni di attività.

Più assunzioni, soprattutto a tempo indeterminato, meno licenziamenti e posti di lavoro persi a causa di cessazione di attività: il secondo trimestre del 2014 sembra finalmente mostrare segni di ripresa dal punto di vista occupazionale, stando a quanto rivelano gli ultimi report diffusi dal Ministero.

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Se le assunzioni promosse sono state oltre 80mila in più rispetto allo stesso trimestre del 2013, a crescere sono anche i contratti non a termine (si parla di un +1,4%), mentre i licenziamenti sono calati dell’8,6%.

Sono cifre positive accompagnate da alcuni dettagli relativi agli ambiti produttivi che offrono maggiori opportunità di impiego: secondo le relazioni ministeriali, infatti, il 75% delle assunzioni ha caratterizzato il settore del servizi.

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Per quanto riguarda le cessazioni di attività, invece, le tabelle segnalano un calo su base tendenziale pari al 26,8%, che tradotto in altri termini significa 6752 unità in meno rispetto al 2013.

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