CIDA: puntare sui manager per far crescere l?Italia

di Teresa Barone

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CIDA - Manager e Alte Professionalità per l?Italia commenta i dati Istat-Isfol sul calo delle posizioni dirigenziali negli ultimi anni.

La crisi ha causato il taglio di 450mila posti di lavoro anche in ambito dirigenziale, causando una perdita non solo professionale ma altresì culturale. Lo ha affermato Silvestre Bertolini, Presidente di CIDA – Manager e Alte Professionalità per l’Italia, la confederazione sindacale che rappresenta dirigenti, quadri e professionisti qualificati nei settori sia pubblico sia privato.

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Se da un lato tra il 2008 e il 2012 sono aumentate numericamente le professioni non qualificate, come si apprende dai dati Istat e Isfol, a subire un netto calo sono state le posizioni di specializzazione indispensabili per mantenere elevato il livello della competitività in Italia.

«Se l’Italia vuole tornare a crescere deve puntare sulla managerialità. La nostra non è una mera rivendicazione di categoria ma – dati alla mano – si è visto che in molti settori è proprio la presenza dei manager ad essere trainante.»

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Il Presidente CIDA chiama in causa, ad esempio, i manager attivi in ambito museale ritenuti indispensabili per far lievitare visitatori e incassi, sottolineando anche l’importanza di attivare un piano di incentivi a favore delle aziende che valorizzano le posizioni dirigenziali: «Fino a sei anni fa erano previsti incentivi per le PMI che assumevano dirigenti in mobilità. Puntiamo sul fatto che vengano reintrodotti per consentire quell’immissione di managerialità di cui il nostro sistema economico ha urgente bisogno.»