Donne nel CdA? Le aziende ci guadagnano

di Teresa Barone

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Top manager donne e benefici per le aziende: gli esiti di uno studio condotta dal Credit Suisse Research Institute.

Con una o più donne ai vertici le aziende ottengono risultati migliori, soprattutto in termini economici e finanziari. Lo mette nero su bianco una recente indagine promossa dal Credit Suisse Research Institute, studio che dimostra come a beneficiare della presenza rosa nelle posizioni manageriali siano sia le valutazioni azionarie sia il posizionamento nel mercato.

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L’indagine è stata condotta su un campione di 3mila aziende a livello mondiale, prendendo in esame circa 28mila manager: le informazioni ottenute, elaborate da Julia Dawson, Richard Kersley e Stefano Natella, mostrano come la distribuzione di utili netti sotto forma di dividendi (il cosiddetto Pay Out) sia caratterizzato da percentuali più alte nel caso di CdA composti da almeno un amministratore donna se confrontata con quella prodotta da vertici totalmente al maschile.

Anche per quanto riguarda le performance in borsa, le aziende guidate da un CdA “misto” sembrano garantire risultati migliori. Lo studio mostra come l’incremento delle quote rosa nelle posizioni apicali caratterizzi ormai svariati settori e quasi tutti i Paesi presi in esame: in Italia, ad esempio, da una percentuale pari al 5.5% nel 2010 si è passati al 4.6% nel 2011, al 9.2% nel 2012 e al 17.5% nel 2013.

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Lo studio, inoltre, pone diversi interrogativi riguardo la reale efficacia delle leggi sulle quote rosa obbligatorie varate in numerosi Stati, sottolineando come un’alternativa possibile all’ “imposizione” sia stata promossa dal Premier Matteo Renzi proprio nel nostro paese, sia creando un Consiglio dei Ministri con una elevata presenza femminile sia promuovendo la nomina di top manager in rosa nelle principali aziende partecipate dallo Stato.