Manager a tempo determinato

di Teresa Barone

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Quanti sono, in quali comparti lavorano e quanto sono soddisfatti i manager attivi a tempo determinato.

Sono in aumento e sempre più consapevoli che anche un incarico a termine può essere vantaggioso, per formarsi in più ambiti e far emergere la propria professionalità: i manager a tempo determinato continuano a essere richiesti dalle aziende, tanto che per il 2015 si conferma l’andamento positivo che ha caratterizzato l’anno precedente.

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Ad affermarlo sono i report stilati da Technical Hunters, che informa sulle opportunità di impiego destinate ai manager privi di un impiego a tempo indeterminato: questi ultimi rappresentano il 10-15% della totalità delle figure manageriali in Italia.

Il 55% dei manager a tempo determinato si dichiara soddisfatto di un contratto a termine, un’opzione diffusa soprattutto nell’ambito del Private Equity e della finanza, come anche nel comparto oil&gas e nel fashion&luxury.

«In un mercato che richiede continua ottimizzazione e riduzione dei costi le aziende ricercano professionisti disponibili a ricoprire posizioni di rilievo a tempo determinato e la disponibilità dei manager cresce – ha affermato Manuela Tagliani, manager di Technical Hunters -. Causa di forza maggiore molte professionalità di rilievo si sono ritrovate sul mercato e, a pochi anni dalla pensione, la domanda e l’offerta si incrociano in un contratto a tempo definito. Altra opzione riguarda progetti di start up, sia in nuove società che in società già strutturate che vogliono ampliare l’offerta attraverso nuovi prodotti, per le quali si ricercano manager esperti nell’ambito prescelto senza assunzione di rischio a lungo termine qualora la pianificazione non vada a buon fine.» 

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