Stili genitoriali e relazioni lavorative

di Teresa Barone

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Esiste un legame tra educazione ricevuta e modo di comportarsi con il capo in ambito lavorativo.

Il modo in cui i genitori educano un figlio, soprattutto per quanto riguarda la continua offerta di sostegno o viceversa il tentativo di crescere adulti capaci di arrangiarsi da soli, influisce notevolmente sul modo di comportarsi in ambito lavorativo e sulle relazioni tra un dipendente e il suo manager.

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A sostenerlo è uno studio pubblicato sulla rivista Human Relations, indagine che ha rivelato come gli individui tendano a trasferire uno specifico modello di pensiero (derivato dall’educazione ricevuta) anche nel mondo del lavoro.

Un team di ricercatori della Alabama University , infatti, ha studiato le relazioni esistenti tra un campione di manager e i loro dipendenti confrontandole poi con stili genitoriali differenti: chi è stato abituato a “cavarsela da solo” fin da piccolo, ad esempio, manifesta spesso un temperamento ansioso e rende in modo ottimale solo se ha a che fare con un capo presente e solidale, mentre rischia di offrire performance di livello inferiore se non può contare su un boss non sempre partecipe.

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Secondo i ricercatori, infine, il rapporto tra un manager e suoi collaboratori ricorda molto la relazione padre-figlio: nonostante le attenzioni e il sostegno offerto all’inizio, la relazione diventa matura quando subentra la totale fiducia del capo nei confronti dei dipendenti, tanto da considerarli finalmente “cresciuti” e capaci di agire autonomamente.