Laureati in fuga oltre confine

di Teresa Barone

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Spostarsi in un paese estero rappresenta la scelta condivisa da un numero crescente di laureati.

Varcare i confini nazionali è una scelta condivisa da un numero crescente di laureati, sia per trovare migliori opportunità di lavoro sia per completare gli studi e approfondire la formazione acquisita in Italia.

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Come rivela il XIX Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati stilato dal consorzio AlmaLaurea, presentato a Parma, quasi la metà dei laureati intervistati vorrebbe trasferirsi all’estero: si tratta di una percentuale in crescita rispetto al passato, tanto che il 35% degli interpellati ha affermato di essere pronto a trasferirsi in un altro continente.

Una predisposizione alla mobilità internazionale che si accompagna anche alla maggiore disponibilità verso le trasferte, tanto che l’8% dei laureati ha sostenuto esami fuori dai confini nazionali ottenendo in seguito la convalida da parte dell’ateneo nazionale.

Come conseguenza di questo trend, il report AlmaLaurea ha anche stimato un netto potenziamento delle competenze linguistiche.

Per quanto riguarda l’andamento dell’occupazione, il rapporto sottolinea che:

«Il confronto con le precedenti rilevazioni evidenzia un miglioramento, seppur lieve, del tasso di occupazione. Dopo la significativa contrazione intervenuta tra il 2008 e il 2013 (-16 punti per i triennali; -11 per i magistrali), nell’ultimo triennio il tasso di occupazione è aumentato di oltre 2 punti percentuali per i triennali e di 1 punto per i magistrali biennali. Segnali modesti, che attendono conferma nei prossimi anni, ma che lasciano la speranza per un futuro più roseo.»

Fonte immagine: Shutterstock

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