Compensi dirigenziali: presidi scontenti

di Teresa Barone

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I presidi chiedono la piena perequazione economica con gli altri dirigenti pubblici.

Aumenta lo scontento dei dirigenti scolastici italiani, autori di una missiva congiunta inviata alla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli per sottolineare le attuali disparità tra i compensi percepiti e le effettive responsabilità.

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La lettera, sottoscritta da migliaia di presidi, evidenza la richiesta di piena perequazione economica tra la retribuzione dei dirigenti della scuola e quella dei dirigenti della seconda fascia della Pubblica Amministrazione.

I presidi, supportati dal sindacato Udir, focalizzano l’attenzione su due aspetti ritenuti paradossali: a fronte dell’aumento del carico di responsabilità non segue un adeguamento delle retribuzioni che sono effettivamente diminuite, mentre esiste una netta differenza tra i comensi percepiti nella PA a parità di profilo professionale.

Come riporta OrizzonteScuola:

«Un dirigente scolastico percepisce mediamente 62.890 euro lordi annui mentre un dirigente di un ente di Ricerca e dell’Università, appartenenti alla stessa area contrattuale, ha una retribuzione compresa tra i 94.000 e i 102.000 euro. Il differenziale è ingiustificabile e non accetteremo certo, nel prossimo contratto di lavoro in fase di rinnovo, l’ennesima nota a verbale con cui ci si duole per la mancata perequazione e la si indica come raggiungibile nella successiva tornata contrattuale.»

Fonte immagine: Shutterstock

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