Piazza Affari, la Bocconi e la finanza etica

di Barbara Weisz

scritto il

Borsa Italiana e l'ateneo milanese insieme per proporre un nuovo sito dedicato al rapporto fra finanza sostenibile e mercati. Online da qualche settimana, presenta approfondimenti, editoriali, interviste, news e case history

Un sito tutto dedicato alla finanza etica. E non è realizzato da una organizzazione non governativa, o da un’istituzione a carattere filantropico, ma da Borsa Italiana e dall’Università Commerciale Luigi Bocconi. Il sito, online da qualche settimana, «è pensato sia per esperti e professionisti del settore sia per chi intende avvicinarsi o conoscere in modo più approfondito il tema della finanza etica», spiegano i responsabili.

La relazione fra etica e finanza è certamente uno dei temi chiave di questo momento storico. Ed è l’argomento che il sito si propone di analizzare per descriverne in dettaglio le caratteristiche e per fissare i parametri che possano definire in modo scientifico e rigoroso ciò che è finanza etica. Fra gli obiettivi dichiarati, quello di «offrire alle aziende strumenti concreti perchè la finanza etica non rimanga un puro esercizio stilistico ma, al contrario, fornisca metodologie per comportamenti etici che creano valore per gli stakeholder». E ancora, quello di spiegare «come scelte di investimento etico contribuiscano ad evitare investimenti in asset tossici o in aziende poi coinvolte da grandi fallimenti».

Qualche cifra sul panorama internazionale della finanza etica viene fornita, per esempio, in un articolo di Francesco Perrini, ordinario di economia e gestione delle imprese alla Bocconi, dal titolo emblematico: etica, non beneficenza. «Attualmente negli Usa gli investimenti in imprese socialmente responsabili ammontano a 2mila – scrive il docente -. In Europa si attestano su 500 miliardi di euro, di cui poco più di 3 in Italia. Sempre in Europa, i fondi etici sono circa 450 e il numero è in continuo aumento, così come gli indici etici (KLD, Dj sustainability indexes, Ecpi ecc)».

I dati indicano che «mentre il risparmio gestito continua a perdere quote, il comparto della finanza etica cresce a ritmi annui frenetici (per Eurosif, in Europa la crescita composta annua è del 42% negli ultimi anni). Inoltre, i rendimenti sono uguali o migliori rispetto ai settori tradizionali, su orizzonti temporali pluriennali, anche se i risultati non possono considerarsi definitivi, dato che il movimento non ha ancora superato i 10-15 anni e mancano dati di lungo periodo».

I sito è composto da quattro sezioni, a cui si accede dalla home page: finanza etica, rating etico, fondi etici e microfinanza. Ci sono approfondimenti, editoriali a cura di esperti del settore, interviste a professionisti, manager e accademici. C’è uno spazio tutto dedicati alle case history e uno per le news. A disposizione dei lettori anche un vocabolario della finanza etica realizzato dall’ateneo milanese. È prevista ogni mese una pagina di critica a libri relativi al tema.

I contenuti e la ricerca si avvalgono del contributo del Centro di Ricerca Space (acronimo di Security and Protection Against Crime and Emergencies) della Bocconi, che dal 1990 si occupa di studi sulla protezione aziendale sotto la direzione di Sergio Pivato, ordinario di economia e gestione delle imprese.